Rassegna storica del Risorgimento

UNGHERIA
anno <1935>   pagina <119>
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La pace di Ouchy 119
turco presentò come una vittoria turca la battaglia di Zanzur: 1175 morti italiani e 350 morti e feriti turco-arabi!
E qualche altro Ministro si seguitava ad illudere che la Turchia avrebbe potuto ottenere la salvezza da una confe­renza internazionale. Il 23 Nogara difatti telegrafava essere opinione personale dell'ambasciatore di Germania che scop­piando un conflitto nei Balcani, la Turchia avrebbe riservato la soluzione del nostro conflitto ad una conferenza interna­zionale; che anche il Ministro degli esteri gli aveva accennato alla necessità di una conferenza internazionale per dare una soluzione alle diverse questioni politiche, non senza aggiun­gere che la conferenza dovesse essere considerata la migliore soluzione delle gravi difficoltà della Turchia. E Volpi di rim­balzo, lo stesso giorno ordinava a Nogara per telegrafo:
Dichiari immediatamente che l'Italia aderirà conferenza soltanto dopo ottenuta Potenze sicure garanzie esplicito riconoscimento sovra­nità senza alcuno dei temperamenti ora consentiti, sui quali dissenso riguarda meramente forma testo Firmano autonomia. Inoltre siccome convocazione conferenza richiederebbe parecchio tempo, Italia dovrebbe rompere attuali negoziati, proseguendo guerra senza alcuna limitazione, anzi probabilmente estendendola in Albania .
Pochi giorni dopo, Nogara scriveva a Volpi: Secondo dichiarazioni del Gran Visir all'ambasciatore di Germania, il Governo turco non cederà mai sulla questione della sovra­nità nominale del Sultano. Il motto d'ordine attuale di questo Governo è la coesistenza delle due sovranità (sic !). D'altra parte, le difficoltà balcaniche invece di fare il Governo condi­scendente, lo rendono nervoso .
Intanto si preparavano le elezioni; non mancavano che i comizi elettorali, in tanto garbuglio! H programma elettorale del Comitato, lanciato verso la fine di settembre, causò enorme sorpresa per tutti: Noradoughian lo qualificò prodotto di insigne malafede, perchè contrario a tutte le promesse formali