Rassegna storica del Risorgimento
UNGHERIA
anno
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1935
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pagina
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121
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La pace di Ouchy 121
Ma verso Roma Volpi batteva altra solfa:
Se questi giorni passeranno senza nostra azione decisiva telegrafava a Giolitti lo stesso giorno ci ritroveremo esposti tergiversazioni Turchia liberata da preoccupazioni balcaniche, ovvero pericolo conferenza europea in cui assieme questione balcanica potrebbe essere discussa anche questione Tripolitania .
E il giorno seguente informava il Presidente che l'Ambasciatore tedesco a Costantinopoli aveva comunicato a Nogara che se l'intervento delle Potenze per pacificare i Balcani avesse sorpreso P Italia ancora in guerra con la Turchia, la pace sarebbe stata sicuramente protratta; che, quindi, Waggenheim aveva raccomandato un'azione energica e rapida.
Giolitti rispondeva consigliando di far intendere chiaramente ai delegati turchi:
1 che se scoppiava il conflitto nei Balcani avremmo rotto immediatamente ogni trattativa, perchè ad ogni buon fine sarebbe convenuto all' Italia che la sistemazione si fosse verificata mentre eravamo nel pieno possesso delle isole dell' Egeo;
2 che d'altronde il prolungarsi delle trattative con un Governo che dimostrava aver solamente lo scopo di guadagnar tempo era contrario alla nostra dignità;
3 che, rotte le trattative, avremmo spinto la guerra alle ultime conseguenze e che intanto era stato dato ordine alla nostra marina di impedire qualunque trasporto di truppe turche per mare, sequestrando la navi che a tali trasporti fossero adibite.
Giolitti concludeva:
a È bene ormai far comprendere ben chiaramente ai delegati ottomani che nelle concessioni siamo giunti all'ultimo limite, e che a qualunque costo non andremo più in là. Desideriamo l'integrità della Turchia, ma alla condizione assoluta che la nostra sovranità sulla Libia sia assoluta. Ormai, la Turchia deve rispondere con un sì o con un no. È evidente che noi non possiamo continuare a discutere con chi è