Rassegna storica del Risorgimento
UNGHERIA
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1935
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Angelo Piccioli
ciso a non conchiudere. Credo quindi necessario dichiarare che se l'accordo preliminare segreto non è firmato entro otto giorni, i negoziati saranno sospesi. Tale dichiarazione panni opportuno farla con breve nota scritta che dimostri la nostra longanimità e le tergiversazioni della Turchia sopratutto dopo la venuta di Reschid. Intanto, ho telegrafato al Ministro esteri di far conoscere alle Potenze l'imminente probabdità che i negoziati siano interrotti e il conseguente nostro proposito di spingere energicamente innanzi l'azione militare.
XXVIII.
J ultimatum fu consegnato ai delegati turchi il 3 ottobre; in esso veniva dichiarato che se entro il giorno 10 l'accordo preliminare segreto non fosse stato firmato, l'Italia avrebbe rotto i negoziati e i nostri delegati sarebbero partiti da Ouchy. Lo stesso giorno Volpi faceva comunicare Yultimatum, da Nogara, all'ambasciatore tedesco.
L'effetto fu immediato. Lo stesso giorno in cui la nota pervenne a Costantinopoli, il Comitato Unione e Progresso depositava presso il Gran Visir una dichiarazione con la quale, in vista alle eccezionali circostanze, il Comitato si dichiarava solidale col Governo per la conclusione della pace qualunque potessero essere le condizioni . E lo stesso giorno il Consiglio dei Ministri discusse lungamente il testo dell'accordo, approvandolo in massima e proponendo alcune modificazioni di carattere non essenziale. Subito dopo, un corriere di Gabinetto partiva da Costantinopoli latore di testi e di istruzioni, e in pari tempo i fiduciari turchi di Ouchy chiedevano telegraficamente la concessione dei pieni poteri.
Ma le tergiversazioni turche non erano ancora finite. Un inopinato cambiamento di scena sopravvenne in seguito a una clamorosa dimostrazione di popolo avvenuta a Costantinopoli per forzar la mano al Governo. Fu minacciato un colpo di stato militare se il Gabinetto non avesse affrontato le gravi questioni della guerra e della pace con alto senso di