Rassegna storica del Risorgimento

UNGHERIA
anno <1935>   pagina <124>
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124 Angelo Piccioli
negazione, o almeno menomazione, della nostra sovranità. La seconda, riguardante l'articolo dell'accordo che imponeva al Governo ottomano di impedire che fossero, dopo il trattato inviati alle popolazioni delle due provincie africane aiuti in denaro, materiale da guerra, ecc.: la Turchia dichiarava ora di essere bensì disposta ad assumere tale obbligo per quello che riguardava il Governo, ma non intendeva di assumerlo affatto per quello che avrebbe potuto riguardare eventuali iniziative di semplici cittadini ottomani: la qual cosa signifi­cava alla fin fine autorizzare la continuazione del contrabbando di guerra in Libia.
Le proposte furono, giusta le istruzioni di Giolitti, respinte in blocco senza discussioni. Non solo: ma Giolitti comunicò alle Potenze l'inqualificabile condotta del Governo turco e le avvertì che, persuasi come ormai eravamo che le tergiver­sazioni avversarie rendevano necessario il proseguimento della nostra azione militare, avremmo condotto questa energica­mente, ed anche al di là dei limiti territoriali che spontanea­mente ci eravamo imposti dall'inizio della guerra per non turbare con probabili ripercussioni politiche gli interessi delle Potenze. In pari tempo, dopo averne avvertito il Re, Giolitti impartiva disposizioni perchè le squadre deU'ammiraglio Amero d'Aste e dell'ammiraglio Viale si tenessero pronte per un'azione immediata ed energica nell'Oriente: si era divisato di attaccare Smirne e distruggerne le fortificazioni e di tagliare il nodo ferroviario di Dedeagatch nella Turchia europea; operazione, quest'ultima, che troncando le comunicazioni fra Costantinopoli e Salonicco, sarebbe riuscita di grave impedi­mento alla rapida mobilitazione cui si preparavano i Turchi per fronteggiare la Bulgaria e la Grecia.
Ma i nostri delegati avevano nel frattempo chiesto a Gio­litti la facoltà di concedere una brevissima proroga alla Tur­chia, per la firma del trattato: e ciò perchè si erano formati la convinzione che i Turchi, sia pur con qualche modifica di