Rassegna storica del Risorgimento
UNGHERIA
anno
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1935
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pagina
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125
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La pace di Oucky 125
dettaglio, avrebbero finito con l'accettare le nostre condizioni. Giolitti aderì alla richiesta, e concesse un ultimo termine sino alla mezzanotte del 15, senza impegnarsi peraltro a sospendere un'eventuale azione della nostra flotta (azione che però non venne effettuata, perchè nel frattempo l'ing. No-gara aveva informato che in quel momento di effervescenza e di bellicosità popolare, essa avrebbe potuto produrre un risultato opposto alla conclusione della pace, e riuscire fatale).
Subito dopo la notificazione della proroga dell1ultimatum, l'Ambasciatore tedesco, Waggenheim, e quello austriaco, Pallavicini, agirono di comune accordo e con ferma energia verso la Porta, in appoggio alle nostre richieste; e nello stesso senso fece un passo anche l'ambasciatore americano. Non si mosse invece l'Inghilterra: Grey temeva che il suo intervento avrebbe potuto avere ripercussioni di malcontento fra i milioni di Musulmani sottoposti al dominio inglese.
Rimase la questione costituzionale. Ma la gravità del momento consigliò ai Ministri di... accorgersi di quel che prima quando erano interessati a tergiversare fingevano di ignorare: che, cioè, esisteva l'art. 36 della Costituzione, il quale stabiliva che, in caso di urgenza assoluta, per premunire lo Stato da pericoli, il Consiglio dei Ministri poteva fare decretileggi che avrebbero avuto provvisoriamente vigore fino alla riunione e decisione del Parlamento, se non fossero stati contrari alla Costituzione; quindi la pace poteva essere fatta senza attendere l'approvazione del Parlamento.
Ormai il Governo turco si era persuaso che l'ultimo limite delle tergiversazioni era raggiunto; il 14 a sera telegrafò a Ouchy dando facoltà ai propri delegati di firmare il testo dell'accordo da noi proposto. Ma col permesso di firmare vennero telegrafate anche istruzioni per carpire a noi altre richieste e altre modifiche. Si proponeva che fosse tolto dal firmano il preambolo col quale il Sultano riconosceva di non essere più in grado di difendere la Libia; si chiedeva che nel