Rassegna storica del Risorgimento
CAGLIARI ; CONGRESSI STORICI
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1935
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pagina
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130
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130 Angelo Piccioli
come l'ape vive fra i fiori. Gli errori giganteschi che la tagliano fuori per secoli dalla vita e dall'incremento del mondo, le inaudite cecità che le nascondono le verità iUuminate dalla luce solare, le insanabili debilità che le fanno cader le braccia nel momento di cogliere un frutto lungamente agognato, ecco il mezzo secolo di vita italiana, di cui l'anno scorso abbiamo con tanta festa burocratica e tanto tripudio bloccardo celebrato il compimento .
Ancora: Questa pace sciagurata, questa pace da mentecatti, ci risospinge più in basso assai che non fossimo prima di partire in guerra... Il tesoro è vuoto. La molla dell'energia nazionale è spezzata. Tutta la vitalità del popolo italiano, che avrebbe potuto durare ancora nello sforzo e terminare magnificamente un'impresa così mal cominciata, cadrà ora in collasso. Che faremo noi, se gli Austriaci passano la frontiera? Se la Russia sia trascinata in aiuto degli slavi balcanici ? Che faremo ? Quello che abbiamo fatto sempre. Ci occuperemo di altre cose. Majora premunt. Le elezioni sono alle porte ! .
Incredibile, ma vero.
Tutti i giornali dell'opposizione, del resto, ingigantivano quelle che vennero dette concessioni fatte dall'Impero ottomano e si preoccupavano di dimostrare che l'Italia aveva rinunciato alla affermazione della piena sovranità suscitando un vespaio di prevedibili futuri attriti fra il nostro Governo ed i rappresentanti del Sultano e della legge sacra della Scena. Nessuno di essi accennò, sia pure di lontano, al fatto che le concessioni fatte dall'intransigenza turca erano di pura forma e non intaccavano in nulla la nostra sovranità e che inoltre alla fin fine esse si sarebbero attenuate col tempo, sino a ridursi a puri nomi senza subbietto .
Ma nel trattato di Losanna non era stato menomamente sminuito il fine per il quale la Nazione aveva dato tutto il suo sangue e il suo denaro: la formazione cioè di un vero