Rassegna storica del Risorgimento

CAGLIARI ; CONGRESSI STORICI
anno <1935>   pagina <132>
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132 Angelo Piccioli
che si era cominciata a discutere quando la tempesta pareva piuttosto dissolversi che addensarsi sui Balcani.
Non si può nello stesso tempo essere una grande Potenza ed agitare la fiaccola dell'idealismo avventuroso. Il fare contro ogni nostro preciso interesse, i paladini della riscossa nazionalistica balcanica avrebbe implicato, per noi, non solo affrontare rischi di cui era imprevedibile la portata, ma anche sequestrarci, nei rispetti della situazione balcanica, dal con­sorzio delle Nazioni neutrali. Saremmo infine andati ad urtare contro due probabilità penose: o di essere, dopo la guerra, aderenti ad una conferenza europea col presupposto di accet­tarne le deliberazioni, o di restare assenti, nel più orgo­glioso e improvvido isolamento. E tutto ciò da quali impe­riose ragioni di interessi presenti o futuri poteva esserci consigliato ?
La pace poteva, dunque, non essere necessaria, ma giunse opportuna e benefica. Essa ci liberò da quella molesta condi­zione di cose, ond'eravamo obbligati a condurre ostentata­mente una guerra contro un nemico, che sfuggiva ai nostri colpi, perchè gli era schermo e difesa la sua propria debo­lezza, una guerra che avevamo incominciato dichiarando che avremmo evitato alle grandi potenze quelle complicazioni che l'Europa paventava da gran tempo. Ci permise, la pace, di restituire all'impresa di Tripoli il carattere di guerra coloniale, che poteva bensì essere ancora ricca d'incidenti e di respon­sabilità di fronte alla resistenza degli elementi indigeni, ma comunque non avrebbe mai alterato il piedistallo del nostro nuovo diritto. Ci consenti, infine, in quell'ora torbida per l'Europa, una libertà incomparabilmente maggiore di atteg­giamenti diplomatici. E ne avevamo proprio bisogno.
Che, poi, l'azione politica del nostro Governo fosse da con­siderarsi rispondente, oltre che ai nostri interessi, anche ad un superiore concetto di equanimità e di giustizia internazio­nale, venne autorevolmente dimostrato dal commento che al