Rassegna storica del Risorgimento
1836-1840 ; TOSCANA ; CENSURA ; GUERRAZZI FRANCESCO DOMENICO
anno
<
1935
>
pagina
<
138
>
138 Guido Sonnlno
aspirazione a cose nuove, a quel malcontento in molti diffuso per la oscurità tediosa del presente. Crudamente ma efficacemente aveva espresso queste preoccupazioni governative nel 1835 il Censore livornese Granella, dando parere contrario alla ristampa dell'Ettore Fieramosca perchè rivelava lo scopo prefisso dell'autore di esaltare le menti degli Italiani presenti con i soliti stimoli di gloria nazionale e di sangue da sporgere in prò della patria. Il Censore aveva colto a pieno il fine del romanzo, che era quello di elettrizzare i caratteri, di eccitare gli Italiani a dare addosso agli stranieri. *)
Le stesse persecuzioni e limitazioni delle censure davano a quegli scritti il fascino del frutto proibito, mentre romanzi e novelle storiche riempivano i giornali letterari e le strenne di capo d'anno.
In Toscana la censura lasciava passare le collezioni di storici fiorentini del '500, come dopo il 1830 a Livorno, per le stampe di Glauco Masi, quelle del Guicciardini, del Varchi, del Segni, del Giamhullari, a Firenze nel 1837 la Storia del Varchi e nel 1843 del Machiavelli e di altri. Fra il 1840 e il 1841, sorto sotto gli auspici del Vieusseux e del Capponi VArchivio Storico Italiano, il Censore vedeva in questa passione di rifrugare nel passato la mira di rintracciare nella polvere degli archivi qualche conforto a deluse speranze, e gli scrittori della Civiltà Cattolica ritrovavano in tali dissertazioni il veleno nascosto. Ma le opere moderne di Carlo Botta, frementi amore d'Italia e piene di dolori e sciagure e altresì degli atti magnanimi del ventennio rivoluzionario imperiale, 2) furono in gran parte vietate. Si permise a Livorno la pubblicazione coi tipi del Vignozzi, della Storia dei Popoli Italiani, tradotta dal Guerrazzi (1825) dalla prima edizione parigina (1824), ma priva del nome del traduttore ed un'altra a Pisa del Nistri; e nel 1836 l'editore livornese Bertani e Antonelli pubblicava la Storia della guerra degli Stati Uniti di America. Della Storia d'Italia sia di quella in continuazione del Guicciardini, che di quella dal 1789 al 1825, fu nel 1832 vietata la ristampa e la introduzione in Toscana. *) Si giunse al punto di proibire nel 1836 la stampa di un compendio a cura dell'avvocato L. Cornetti, e soltanto nell'anno successivo la disposizione fu revocata,
1) 11 giudizio sul Fieramosca è riportato dal MICHEL, F. D. Guerrazzi e le cospf razioni politiche di Toscana, 1830-1835, pp. 150-151. Roma, Albrighi e Segati, 1904. La nota frase del d'Azeglio è nei Miei Ricordi.
2) V. CROCE, op. et., Gap. I. Il secolo della storia p. 76 e p. 106, 107.
3) Per le notizie relative alle edizioni livornesi delle opere del Botta v. GUASTALLA. Vita e opere di F. D. Guerrazzi, p. 92. Per i divieti di ristampa e diffusione delle opere, v. DEI. CERRO, Misteri di polizia, p. 193 e seguenti.