Rassegna storica del Risorgimento

1836-1840 ; TOSCANA ; CENSURA ; GUERRAZZI FRANCESCO DOMENICO
anno <1935>   pagina <139>
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F. D. Guerrazzi e la censura toscana dal 1836 al 1840 139
a condizione che il commercio dovesse essere effettuato con tutta riserva­tezza e in modo che ne restasse impedita la soverchia pubblicità.*)
Altrettanto rigore si usava per i libri di storia fiorentina scritti da autori moderni: preclusa l'importazione nello Stato della Histoire de Florence et ses vicissitudes, edita a Parigi nel 1838, anonima; vie­tato il romanzo storico del Tommaseo: Il Duca d'Atene (1836), perchè come dichiara l'autore il racconto è condotto in modo che dalle trame dei popoli intesi a francarsi si svolge insperato il divino sciogli­mento; come pure VAlessandro De Medici, (1837) dramma di A. Ghiglione amico e corrispondente del Mazzini.2)
Non parliamo dell'Alfieri di cui si lasciano rappresentare solo il Saul e poche altre tragedie, con molte mutilazioni.s)
Delle vicende relative alla caduta della libertà fiorentina nel 1530 non si deve neppure parlare, non solo collo spirito con cui ne aveva scritto il Guerrazzi, ma neppure per confutarne le empietà e le eresie, come nel 1837 si proponeva un anonimo ecclesiastico livornese in certe Osservazioni Religiose, per non destare nei lettori il desiderio di procac-darsi per vie indirette il libro del Guerrazzi onde giudicare delle osserva­zioni medesime. 4)
Ed anche l'Agostino Ademollo, scrittore ortodosso in materia politica, dovè sostenere una lunga polemica e intromettere persone autorevoli per ottenere il nulla osta alla stampa della Marietta De* Ricci ovvero l'Assedio di Firenze, con cui egli dichiarava di voler ribattere colle forze della verità, le diatribe, le falsità, Vimmor alita e V ateismo predicati in altro seducentissimo libro, sebbene proibito, letto e lodato da molti incauti ed inesperti. Non si volevano, come abbiamo visto, nep­pure confutazioni, né interessava che si volesse dilettando istruire il popolo sulla storia fiorentina, come l'Ademollo si proponeva, 5> e tanto meno che ci si intrattenesse su un episodio come l'Assedio di Firenze.
!) Archivio Storico Livornese, Lettere del Governo 7 settembre 1837. Sul Cornetti, V. Epistolario mazziniano, I, p. 182 nota (Ed. Naz.).
2) Sul Tommaseo, v. ALBERTAZZI, Il romanzo, p. 11 e 221, Milano, Vallardi. Sul Ghiglione e questa sua tragedia, v. Epistolario mazziniano, XI, lettera 632, nota.
3) V. il mio articolo: Gustavo Modena a Livorno in Riv. Liburni Civiias, 1934. fase. VI, pp. 255-258.
*) V. DE RUBEBTIS, op. ciu, p. 36.
S) Sui romanzi delFAdemollo, v. MAZZONI, L'Ottocento, I, pp. 838-839. Quindici anni prima del Guerrazzi l'Ade mollo pubblicò un romanzo su Beatrice Cenci (1839). Egli lasciò incompleta un'altra opera di soggetto identico a quello trattato dal Guer­razzi, Caterina Cartacei, che prende nome dalla sventurata rivale della Veronica Cybo. Sulla pubblicazione della Marietta De9 Ricci, v. DEL BADIA, Agostino Ademollo e la censura toscana, p. II. Firenze 1892.