Rassegna storica del Risorgimento
1836-1840 ; TOSCANA ; CENSURA ; GUERRAZZI FRANCESCO DOMENICO
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1935
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140
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Guido Sonnino
Invece tale argomento appassionava i lettori toscani, che lessero -avidamente il Niccolò De' Lupi, appena giunse in Toscana dopo la Bua pubblicazione nel 1841. Non poteva essere vietata l'introduzione di un'opera che aveva avuto Vimprimatur a Milano, ma la ristampa di una nuova edizione toscana non fu concessa, come nel 1832 era stato disposto per VEttore Fieramosca, che i lettori toscani poterono leggere nelle edizioni successive fiorentine del 1833, 1834, e 1838, riproducenti la edizione ridotta del Pomba. *>
Se poi diamo uno sguardo alle liste di proscrizione di libri stranieri o italiani di cui era vietata l'introduzione o la diffusione in Toscana fra il 1836 e il 1840, vediamo che la censura toscana pure aliena da provvedimenti odiosi e ridicoli come quelli adottati nel Lombardo-Veneto, nello Stato Pontificio e nello stesso Piemonte, seguiva in materia di stampe da pubblicarsi e introdursi nello Stato criteri non molto dissimili da quelli degli altri stati assoluti. Basti pensare che :8Ì seguivano tuttora le norme della legge 28 marzo 1743. D'altronde -questi criteri van giudicati in relazione alle idee dominanti in quei periodo storico, non dal nostro punto di vista di cittadini del secolo ventesimo. La fama di mitezza che le riconoscono e il Gioberti e il D'Azeglio e altri non Toscani è giustificata piuttosto dallo spirito di tolleranza mostrato verso gli scrittori, che da larghezza di giudizio in merito agli scritti.
Scrittori come il Niccolini e il Giusti non furono molestati e lo stesso Guerrazzi fu perseguitato piuttosto per la sua attività politica che per le idee espresse nei suoi scritti. In altri Stati Italiani ben altre conseguenze avrebbe egli subito che non il breve confine a Montepulciano e la prigionia di Portoferraio; nella migliore ipotesi avrebbe dovuto assai prima del 1853 avviarsi per la dolorosa via dell'esilio. *'
Non può recare meraviglia che anche in Toscana fossero esclusi gli scritti in materia di religione messi all'Indice dall'autorità ecclesiastica, come la traduzione francese della Vita di Gesù Cristo dello Strauss (1839), l'opera del Salvador: Jesus Chr. et sa doctrine (1839), le versioni francesi delle Memorie di Lutero (1838), della Filosofia -della Rivelazione di B. H. Blasche e le Lezioni sul Cristianesimo del De Wette.
J) V. VÀCCÀLLTJZZO, M. D'Azeglio, p. 67 e DE RUBERTIS in Marzocco, 12 ottobre 1910.
2) Sulla censura toscana in generale, v. ZOBI, Storia civile della Toscana, I, p. 211; IV, p. 534. Per il Regno di Sardegna, v. MÀNNI: Aneddoti e documenti della censura in Piemonte dalla restaurazione alla costituzione (Torino, Bocca 1900).