Rassegna storica del Risorgimento

1836-1840 ; TOSCANA ; CENSURA ; GUERRAZZI FRANCESCO DOMENICO
anno <1935>   pagina <144>
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144 Guido Sonnino
doveva naturalmente solleticare la curiosità dei lettori, e immaginando chi sa quali reconditi fini ne proibì senz'altro la diffusione,1)
A Livorno la censura era esercitata da un ecclesiastico che giudi­cava senz'altro in materia di religione; in questioni pertinenti alla morale e alla politica si atteneva alle direttive del governatore coadiu­vato dall'Auditore di Polizia. Nei casi dubbi si ricorreva alla Censura Centrale, esercitata fino al 1842 da don Mauro Bernardini, o alla Segre­teria di Stato. Fino al 1836 la censura fu affidata a due Barnabiti: P. Suppa e P. Paolo Granella. Il primo dovette dimettersi nel febbraio del 1830 in seguito agli incidenti che portarono alla soppressione del­l'Indicatore Livornese.2)
Dopo un breve interinato di Feliciano Ducei, Segretario Militare del Governatore ed autore delle Memorie Livornesi, inedite, esercitò per cinque anni questi unici il Granella, con criteri più restrittivi, in relazione alle più severe disposizioni impartite dal Governo centrale dopo i moti emiliani del 1831. 3)
In seguito alla partenza di costui per il collegio di S. Severino Marche, dal marzo del 1836 la censura passò al ricordato Enrico Bianconi, canonico della Cattedrale fino al 1864, colto sacerdote, di idee abbastanza larghe. In una città come Livorno l'ufficio era particolarmente difficile e delicato, data la popolazione cosmopolita e il gran numero di tipo­grafie in attività, tredici, di cui alcune ebraiche; per la difficoltà della sorveglianza in un porto di mare ed infine per quel notevole risveglio di studi e quel fermento d'idee liberali di cui sono esponenti E. Mayer, F. D. Guerrazzi, e C. Bini.
Nel 1837 la polizia sotto gli auspici dell'Auditore Cerbone Cerboni compiè una brillante operazione sequestrando a bordo di una nave proveniente da Bastia ottocento copie di un'opera edita dal Fabiani, ben noto editore còrso di scritti liberali, intitolata: Della costituzione di Spagna del 1812,
Già nello stesso anno era stata vietata un'altra opera dello stesso argomento edita dal Ruggia di Lugano (1834) intitolata: La Spagna daW ordinamento delle Cortes nel 1812 fino al 1835.
J) V. Archivio storico Livornese* Corrispondenza ministeriale 4 marzo 1838, n. 171.
2) V. GUASTALLA., op. tijìty p. 182.
3) Memorie di FELICIANO Docci di Portoferraio. Sono conservate in Biblioteca Labronica in tua grosso volume manoscritto. Le memorie decorrono dal 1789, anno di nascita dell* A. fino al 27 aprile 1859. Insieme a molti episodii personali, contengono specialmente per il periodo 1830-1859 qualche notizia interessante perla vita citta* dina. Nei riguardi della censura del P. Granella, v. MICHEL, op. cit., pp. 150-151.