Rassegna storica del Risorgimento

1836-1840 ; TOSCANA ; CENSURA ; GUERRAZZI FRANCESCO DOMENICO
anno <1935>   pagina <146>
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146 Guido Sonnino
all'editore còrso. Quanto ai due destinatari toscani, certi Stefania spedizioniere e Carboni Commissionario, propone per l'uno una severa ammonizione, per l'altro, come corrispondente del Fabiani e propa­gandista per la vendita di opere proibite, il confino per un anno a Montopoli. E in tal senso fu deciso.*)
La polizia coadiuva e talvolta controlla l'attività del Censore quando questi sembra troppo remissivo. Nel 1838 lo zelante Commis­sario G. Carpanini in una lettera ufficiale deplora che il Censore abbia concesso l'autorizzazione alla stampa di un opuscolo di Antonio Man-curti, suddito pontificio, intitolato: Poesie sulla educazione privata, pubblicate dal Vignozzi nel 1836, e se non riesce a farlo sequestrare, ottiene nel 1838 il divieto di pubblicazione di un'altra opera dello stesso autore, annunziata col titolo: Progetto di pubblica educazione, a potendosi argomentare che contenga delle cose poco reverenti ali'Autorità Pontificia.2) Così nel 1837 fu vietata la pubblicazione di un sonetto di E. Mayer, comin-ciante colle parole Vita ebbe Italia dalle prische imprese, dedicato a C. Botta. In seguito a rapporti dell'Auditore Carpanini si scrive al Governatore (19 dicembre 1840) di far rilevare al Censore livornese che erano state da lui ammesse alle stampe due commedie immorali e impolitiche: Il proscritto di Rimini e Gli amici incostanti, facendogli osservare, con quei riguardi dovuti al di lui grado e carattere, che ha recato sorpresa il vedere che alla di lui ben nota perspicacia siano sfuggiti certi tratti scandalosi e impolitici e che procuri per Vavvenire di essere più cauto nella revisione.3)
La sua perspicacia l'aveva dimostrata poco prima nel riconoscere in un breve scritto presentato col titolo innocente di Un aneddoto uno squarcio del famigerato Assedio di Firenze, e nel vietare ad un tempo la pubblicazione di un opuscolo anonimo sulla Ribellione di Livorno nel 1790 per S. Giulia.
L'anno prima in seguito alla richiesta del tipografo Volpi della pubblicazione di una nuova edizione della Battaglia di Benevento, il Bianconi, scottato dal ricordo recente della Veronica Cybo, volle, pur trattandosi di un'opera già stampata a Livorno nel 1827 dal Bertani e Antonelli, chiedere l'autorizzazione a Firenze e l'ottenne.
*) La lunga pratica trovasi in Archivio Storico Livornese, Affari Ordinari deh VAuditore dal n. 1 al n. 250. Inserto 37.
2) Il Mancarti era stato collaboratore dell* Indicatore Livornese, v. CAMBINI, VIndicatore Livornese, p. 117 (Roma, Albrighi). Le pratiche relative trovansi in Archivio Storico Livornese, Lettere ministeriali 12 gennaio 1838; Lettere del Governo 7 settembre 1837 e Lettere ministeriali 1840, affari dal n. 701 al n. 800.
3) Archivio Storico Livornese, Corrispondenza ministeriale, 1840, n. 794.