Rassegna storica del Risorgimento
1836-1840 ; TOSCANA ; CENSURA ; GUERRAZZI FRANCESCO DOMENICO
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1935
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pagina
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148
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148 Guido Sonnino
pratica che dovette svolgersi verso la fine del 1839 fra il Guerrazzi e il Censore fiorentino a questo riguardo, come risulta dalla seguente lettera:
7 gennaio 1840.
Ill.mo Sig. Dr. Gius. Viroli. Preg.mo Sig. e amico Segretario,
Nel breve periodo della pace di Amiens, i giornali inglesi mandarono palle rosse contro Napoleone e Napoleone faceva rispondere perle rime. Allora gl'Inglesi presero a lagnarsi dicendo essi non essere padroni della stampa perchè libera e quindi non potevano essere tenuti di quanto produceva; ma invece quella di Napoleone esser soggetta a censura e perciò doverla egli frenare. Napoleone rise di questo discorso e continuò come prima. Ma io mi immaginava che non così sarebbe camminata la fac. cenda da noi e nel pormi a scrivere mandai alcune pagine al Censore, affinchè vedesse se lo scritto era d'indole approvanda.
Fu risposto no, perchè ai Francesi è permesso calunniare, mentire, fare il diavolo e peggio ai danni nostri perchè la stampa è libera; a noi non è permesso difenderci perchè abbiamo la censura. Non fu ira quella che sentii, ma il rossore della vergogna mi coperse la faccia. A che siamo noi? Quale dignità vuole che conservi la nostra Nazione?
10 dunque non continuo lo scritto; egli è appena avanzato di trenta pagine e da questo non può ricavarsi che generalità non essendo ancora in materia davvero. Però di un articolo intendo adesso scrivere un libro e stamparlo a Parigi.
Questa memoria dolorosa V. S. registri nei suoi Annali, onde presso i posteri ci valga di scusa ove si attentasse accusarci d'ignavia. La riverisco con la solita cordialità Dev.mo amico
Li 7 il 1840. x) D. Guerrazzi
11 proposito espresso in questa epistola dal nostro scrittore di comporre un'opera su questo argomento non fu attuato. Né fino ad ora fu coronata da successo la ricerca fatta nell'Archivio di Firenze e altrove nella speranza di ritrovare in tutto o in parte questo manoscritto. Ma se pure non sarà dato di ritrovare prima o poi l'originale, certamente le idee in esso espresse ritroviamo e in precedenti scritti del Guerrazzi e più diffusamente nella Torre di Nonza,
Già fin dal 1829, tre anni dopo che il Pepe aveva rintuzzato colle armi la infelice frase del Lamartine, il Guerrazzi in una lettera a M. Missirini, dono averlo ringraziato per l'articolo inviato per Vlndicatore Livornese, dichiara: Io pure ardo d'inestinguibile sdegno contro quel turpe Lamartine e gli ho giurato odio e Podio contro lui fu posto per patto a
l) Questa lettera autografa trovasi in Biblioteca Labronica: Manoscritti Vivolì 1840 Inserto 4 in data 7 gennaio.