Rassegna storica del Risorgimento
1836-1840 ; TOSCANA ; CENSURA ; GUERRAZZI FRANCESCO DOMENICO
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1935
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149
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F. D. Guerrazzi e la censura toscana dal 1836 al 1840 149
chiunque volle unirsi meco in fratellevole amicizia... Oggimai per questi oltremarini e oltremontani è divenuta moda, ordine del giorno, ferirci co' detti come se non bastasse coi ferri: ma non siamo morti, né morremo, se pur con noi non si spenge il sole. x)
Sono parole quasi identiche a quelle ultime dello scritto del 1840 segnalato dal Bologna alla Polizia Livornese.
Così nel n. 23 dell' Indicatore scriveva nello stesso senso: Lo straniero scorrendo le belle contrade non le dirà più illustri per le rovine... non ci chiamerà più polvere d'eroi; e nella magniloquente orazione per Cosimo Del Fante, dopo avere deplorato la ingenerosità dei Francesi, si scaglia contro il Lamartine, il quale seguitando i canti del Fanciullo Aroldo, come la iena i passi del leone, osò chiamare noi polvere d'uomini; ma la piaga fatta dall'orgoglio alla sventura non di leggeri si risana. 2)
Né la piaga si risanò, che il Guerrazzi dopo aver deplorato i giudizi i espressi nella histoire des Girondins a proposito dell'Italia e degli Italiani da quel ciarlatano del 1848 e la improntitudine di quello sciagurato per il giudizio espresso sull'Alighieri e per la fatua vanità di lui, come se il gran padre Alighieri potesse essere offeso dal gracidare di un ranocchio, 3) finalmente nella Torre di Nonza egli dedica ben quarantacinque su cinquantasette pagine, in un dialogo preliminare fra tre interlocutori estranei al racconto, per far pronunziare una vera requisitoria contro la Francia, i Francesi ed alcuni scrittori come il Meri-mée, il Janin, il Balzac e i collaboratori della Révue des deux mondes, ma specialmente contro il Lamartine che non risparmia né come scrittore, né come cittadino, né come uòmo, rompendo un'altra lancia contro di lui, anzi cacciandoselo sotto i piedi come un biacco, come afferma ira l'irato e il faceto in una lettera all'amico Mangini. 4) Decisamente il Lamartine non aveva una buona stampa fra noi, tanto è vero che un articolo laudativo pubblicato nel 1856 nel giornale fiorentino il-Passatempo provocò una lunghissima replica furibonda di un anonimo nel n. 50 dello stesso periodico.s) Ma il Guerrazzi colse l'occasione
i) Lettera 5 luglio 1829, pubblicata dal Pera, Curiosità Livornesi, pp. 329-330. Livorno 1888.
2) Orazioni funebri di illustri Italiani dettate da F. D. GUERRAZZI, pp. 76-77. Firenze, Lemoruoier.
3) y. Lettere di F. D. Guerrazzi a cura di G. CARDUCCI, I, p. 258 e II, p. 295. Livorno, Vigo 1882.
4) F. D. GUERRAZZI, La torre di Nonza, pp. 1-45. Torino, Guigoni 1857. La lettera al Mangini è in raccolta cit., II, p. 326.
5) Y. M. FORESI, Alf. Lamartine e VItalia in Nuova Antologia, luglio-agosto 1916.