Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVI
anno <1935>   pagina <157>
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Lettere inedite di Gustavo Modena e di Felice Orsini 157
specialmente irritato sia pel disastroso effetto morale che avrebbe prodotto una simile lettera fra i soldati ed i cittadini che ritenevano inespugnabile il forte di Brondolo, sia perchè gli pareva (ed era infatti) atto gravissimo di militare indisciplina.
Ella meriterebbe di essere fucilata! gli disse con gesto minaccioso il Triumviro; ma, poi, si rabbonì fors'anche in grazia della fermezza e delle fiere parole del Pastro: dimesso, quindi, l'aspro cipiglio con frasi moderate licenziò l'ufficiale mandandolo libero. Quello che più conta si è però che, all'armamento del forte, fu subito ed egregiamente provveduto.
Non era stato dunque inutile il coraggio del Pastro, né il ministro erasi mostrato sordo e sprezzante delle giuste richieste dei difensori di Brondolo.
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Poiché ogni documento può essere utile per la storia, stimo cosa ben fatta scegliere dai miei appunti d'archivio altre lettere inedite riguardanti Gustavo Modena e Felice Orsini, per intendere il valore delle quali non occorreranno lunghe illustrazioni.
Gustavo, figlio del trentino Giacomo Modena, celebre attore anche egli primeggiante nel ruolo di padre nobile e di tiranno (17731841), per condiscendere ai paterni voleri, s'era laureato in legge ma, più dei codici, amava la patria e le scene. Per la patria (giovanissimo ancora) cospirò e combattè dal 1830 al 1832 partecipando ai moti romagnoli del 1831 che ebbero miserando epilogo in Cesena nel gennaio del 1832. Alla Madonna del Monte pugnò, infatti, anche Gustavo Modena e, dopo il trionfo degli austro-papali, dovette cercare scampo nell'esilio. Rimpatriato perla gregoriana amnistia, s'ebbe nuovo sfratto governativo e questo fu motivo di grandissima angustia pel vecchio padre, il quale (desi­derando il ritorno del figlio) inoltrò la seguente supplica al card. Giuseppe Albani Commissario Straordinario nelle Quattro Legazioni :x)
Eminenza. All'umanissimo animo dell' E. V. ricorre supplichevole un padre infelice umil­mente esponendo siccome il figlio suo Gustavo Modena da avverse combinazioni tra­scinalo, anzi che da perversità d'animo, nel timore di essere compromesso col trascor­rere in passi inconsiderati, dovette or sono 18 mesi rifuggirsi in Francia. Invitato poi da Sovrana clemente amnistia in cui più che qualunque egli si stimava compreso, ritornò, com'ogni altro a Bologna, ove (già patentato) si accingeva a riprendere la
i) ARCHIVIO METAURENSE DI PESARO (ex-Arch. Legatizio): Polizia Segreta, 1832 e segg.t fase. 2592; Carteggi Card. Albani.