Rassegna storica del Risorgimento

1849 ; REPUBBLICA ROMANA (1849)
anno <1935>   pagina <161>
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DOPO LA CADUTA DELLA REPUBBLICA ROMANA
A Roma: lug"io-dicembre 1849.
Il dramma sanguinoso della Repubblica Romana del 1849 si era chiuso con la famosa protesta dell'Assemblea Costituente del 4 lu­glio, alle sei pomeridiane, in Campidoglio ; gli uomini maggiori del movimento avevano ripresa la via dell'esilio, per aspettare quel domani in cui la fortuna avrebbe loro sorriso, e i loro seguaci più ardenti si erano dispersi, dilaniati dai due sentimenti, che spesso si trovano insieme nel cuore umano nelle circostanze più critiche, l'amarezza della sconfitta subita, e la sempre viva speranza di una più o meno prossima rivincita. L'incendio appariva domato, la calma sembrava ritornata, ma qua e là qualche scintilla balenava fulmineamente, scoppiettava con crepitio minaccioso e preoccupante, e determinava la Pontificia auto­rità restaurata a intervenire energicamente, per soffocare la fiamma ancora vitale, e che avrebbe potuto riprendere nuova lena e nuova consistenza.
Sfogliando alcuni fascicoli del 1849, conservati nel R. Archivio di Stato di Roma, ho potuto mettere insieme le notizie che verrò pub­blicando nel presente articolo, e probabilmente in qualche altro, se l'onorifica ospitalità concessami dalla Rassegna non mi verrà meno. Ma fin da ora mi sento in dovere di dichiarare che non mi è possibile tener conto di tutto ciò che è stato già pubblicato circa avvenimenti di tanta importanza, e che costituisce una mole di articoli, opuscoli, e volumi da tenersi in seria considerazione da chi voglia fare raffronti e riferimenti.
Una gran parte dei rivoluzionari ai primi di luglio aveva lasciato Roma, e quel numero di essi, delle masnade della sedicente Repub­blica , che si era diretto a Civitavecchia, aveva imposto il biso­gno di somministrare a quella delegazione, e in più riprese, considerevoli somme, sia per agevolare a quei traviati il modo di sgomberare solle­citamente della loro presenza i Pontifici Dominj, sia per sussidiarli fino a tanto che non fossero stati preparati i mezzi di partenza, poiché trattavasi di persone miserabilissime, le quali, son parole di una lettera ufficiale, per la inclinazione malvagia, e per la miseria in cui versavano, si sarebbero potute dare a nuovi reati. A nemico che fugge ponti d'oro ! Le somme che allora si erogarono, per disposizione dell'avvocato Tinelli, che dirigeva il competente ministero, furono le seguenti: scudi