Rassegna storica del Risorgimento

1849 ; REPUBBLICA ROMANA (1849)
anno <1935>   pagina <162>
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Luigi Enrico Pennacchinì
600, in seguito ad urgentissima richiesta della delegazione suddetta in data 16 luglio 1849; scudi 400 in seguito ad altra richiesta del 21 luglio; scudi 400, in seguito a nuove richieste dei 29 e 31 stesso mese; scudi 600, in seguito a richiesta dell' 11 agosto successivo; scudi 190 forniti dall'Amministrazione Provinciale; e infine, sempre in seguito ad altre richieste, furono concesse altre somme, che in totale, dal luglio all'ottobre, ammontarono a scudi 2540.
Verso la fine di agosto il sottoministro dell'interno era stato messo al corrente, che il notissimo Giovan Battista Nicolini si recava spesso a Roma, presso certo Massimi, e che, essendo capo del Circolo Popolare di Albano, manteneva viva nella incauta gioventù, con sediziosi discorsi, la lusinga di nuovi sconvolgimenti politici: di più egli si trovava spesso coll'albanese Andrea Lenzi e coli'inglese Melingen, il quale ultimo, all'epoca dell'intruso governo, aveva rotto e calpestato nella pubblica sala comunale l'effigie del Pontefice, e aveva ripetuto il gesto in altre case particolari. Vi era inoltre in Albano un certo Menghini (manca il nome di battesimo), il quale, oltre ad altre malvagità, aveva arrestato il padre predicatore di Marino, e sparlava continuamente della confes­sione e della religione.
In foglio a parte, pure dell'agosto 1849, vengono denunziati quali cospiratori, quasi tutti di S. Vito, ma residenti in Roma : Giov. Battista Gentilezza, Giuseppe Gentilezza, ambedue figli di Benedetto, Tommaso Gentili, Giuseppe Canini e Camillo Trinchieri, i quali sotto la direzione di Giacomo Silconi e di Benedetto Testa, nonché del curiale Francesco Pieromalli, e tutti già appartenenti al Circolo Popolare, si riunivano in via Frattina n. 35, per dedicarsi a nuove macchinazioni contro il legittimo governo.
Intanto proprio in quei giorni risultava che si erano formati nella capitale dei così detti Comitati di Fratellanza, i quali sotto la direzione del notissimo Montecchi, avevano lo scopo di affratellare nei principi repubblicani la truppa francese, e ciò che più importava, gli ufficiali, per corromperli, e quindi servirsene all'evenienza. Questi Comitati si riunivano nella casa del Montecchi, per stabilire i mezzi di azione ed avere le necessarie istruzioni.
Il giorno 12 settembre il capitano Tommaso Elli, il sottotenente Achille Cori, e il cadetto Raffaele Sparacane (già tenente della caduta Repubblica), appartenenti alla 3a compagnia del 2 reggimento fuci­lieri, distaccati a Ponte Molle, invitavano a pranzo, nella detta località, un tenente dell'Armata francese, e ciò per persuaderlo che i Francesi erano venuti a Roma a fare il mestiere degli oppressori. Il capitano