Rassegna storica del Risorgimento
1849 ; REPUBBLICA ROMANA (1849)
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1935
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164
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164 Luigi Enrico Pennacchini
Repubblica egli era stato in Roma: menava vanto di essere stato segretario del P. Ventura, ed assicurava che per impegno di questo era stato inviato dal Triumvirato come Commissario della S. Casa di Loreto dove del resto non aveva potuto fermarsi a lungo per l'opposizione degli abitanti. Ritornato da Loreto, era stato impiegato nel ministero della Pubblica Istruzione, presso il notissimo professor Gherardi, rappresentante del Popolo nell'Assemblea Costituente, *ed aveva poi girato per gli Abruzzi, che, a suo dire, erano disposti alla ribellione, ma non aveva potuto ottenere molto, perchè i Napoletani non avevano coraggio di sbrigarsi del loro re. Era pure stato collaboratore del giornale VIndi-catare, nel quale aveva pubblicato perniciosissimi articoli. Non tardarono le disposizioni per il rimpatrio del pericoloso soggetto.
Ed ecco una nota di persone segnalate come pericolose nei primi di ottobre del 1849:
BONIFAZI NICOLA, via del Consolato n. 41, Ispettore generale della Vecchia Beneficenza. Fu quello che riunì tutti i braccianti a Campo Vaccino, e li costrinse a votare per la Costituente.
PIERI LUIGI, via S. Maria Maggiore n. 138, calzolaio, pessimo soggetto, ladro di professione, e amico di gente perduta (deposizione di persona autorevole).
CROCE GIULIO CESARE, via Cesarmi n. 77 e BANDINI GUGLIELMO, due ufficiali licenziati dei pontonieri, giovani pericolosi per le loro massime politiche, tutti due assistenti.
CAPONERA VINCENZO, via Longara n. 195, vice ispettore della Vecchia Beneficenza, provato ladro dalle pezze esistenti in ufficio.
PIZZI CELIO, ex carabiniere, caserma del Popolo, statista, non avente il domicilio legale per motivi di polizia.
BONZI FORTUNATO, vicolo del Moro n. 31, uomo che nascose delle armi, carcerato, espulso dalla guardia palatina, prese parte attiva alla rivoluzione.
LA ROCCA MATTEO, palazzo Venezia, napoletano, carcerato dai Francesi per motivi politici, poi dimesso.
ROMITI ODOARDO, palazzo Lancellotti, maggiore dei pontonieri, fatto magazziniere generale.
ZERBINI ERNESTO, via Capo le Case n. 13, rinomato come celebre schiamazzatore, demagogo.
In quei giorni di preoccupazioni, di sospetti, d'inquietudine ed eccitazione quasi generali, per quanto compresse, non mancarono esempi di cristiana bontà e rassegnazione da parte di degnissimi sacerdoti, ed uno mi piace riferirne perchè storno che ne valga la pena. La