Rassegna storica del Risorgimento
1849 ; REPUBBLICA ROMANA (1849)
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1935
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165
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Dopo la caduta détta Repubblica Romana 165
sera del 14 settembre, verso le sei pomeridiane, il sacerdote Don Benedetto Devico, segretario e caudatario del cardinale Antonelli, passava per la via del Corso in compagnia di Alessandro Discepoli, anch'esso al servizio del detto cardinale, quando dal portone della casa in cui abitava la famiglia Tatuassi, di fronte al palazzo Gavotti, gli venne scagliato un sasso, che lo colpi alle spalle, e precisamente alla spalla destra, mentre se l'avesse colpito alla testa l'avrebbe steso morto. Al fatto si trovarono presenti alcuni soldati francesi, che non si scomposero per nulla, ma una donna del popolo, che pure era stata spettatrice del-1 accaduto, commossa, scoppiò in lacrime, mentre il sacerdote, che aveva riconosciuto chi aveva lanciato il sasso, senza perdere la sua calma e la sua serenità, gli diceva: Dio ti perdoni, io ti ho già perdonato . La polizia potè poi accertare, stando alle dichiarazioni dello stesso colpevole, che questi era il giovane dell'acquavitaro e fiaschet-taro Monsieur Solen, il quale aveva bottega in via del Corso n. 282, e che il sasso eragli sfuggito di mano per caso, mentre stava altercando con una donna.
I locali pubblici, come era naturale, erano molto sorvegliati, e si teneva d'occhio specialmente il caffè posto sul cantone di via della Croce, dove si tenevano diurne e serali conversazioni dai capi faziosi, statisti e nazionali, e che erano presiedute dal celebre avvocato Petrocchi, il quale, anche pubblicamente, spesso declamava contro il Governo Pontificio. Frequentava tale caffè anche il giornalista Girolamo Romani, milanese, uno dei promotori delle rivoluzioni in Alta Italia, repubblicano convinto, seguace di Avezzana, prescelto fra i Consiglieri del Triumvirato, e che era stato arrestato all'ingresso dei Francesi, e quindi liberato. Si sorvegliava anche la bottega di acquavitaro sita in piazza della Cancelleria, gestita da Giovanni Perugetti, dove di giorno e di notte si riunivano persone sospette. Così pure il caffè a piazza di Pietra, dove si riunivano i famigerati Silvagni, Malvolli, Astolfi e Leali, già ufficiali di linea nell'esercito pontificio, e che avevano lasciato il servizio per mettersi a disposizione della Repubblica Romana: essi in quel locale si abbandonavano al commento di giornali, ed alimentavano speranze, studiando i mezzi di propagare false notizie. Come il più pericoloso dei quattro era designato l'Astolfi. E giacché si tratta di locali pubblici, vale la pena di ricordare un incidente accaduto nel Teatro delle Marionette, posto in Trastevere, in via del Macello n. 10, e che se si fosse ripetuto, avrebbe resuscitato quelle idee, che tutto si doveva fare per vedere perpetuamente estinte. Verso le ore 10 della notte, il 21 ottobre, mentre nel detto teatro, aveva luogo una rappresentazione,