Rassegna storica del Risorgimento

1849 ; REPUBBLICA ROMANA (1849)
anno <1935>   pagina <167>
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L Dopo la caduta della Repubblica Romana 167

Pellegrino Rossi. Pure in quei giorni era indicato e ricercato quale devastatore del giardino del palazzo Vaticano, Gioacchino Catani, segretario dell'ex capitano Fabiani della civica mobilitata, e quale devastatore del convento di S. Croce in Gerusalemme, era ricercato certo Baiocco Venceslao, abitante in via Sediari sopra la libreria Aureli. Nello stesso tempo si diede ordine perchè venisse rimossa dal caffè situato sulla Piazza del Popolo riscrizione Caffè dell'Unione del Popolo, che vi fu apposta all'epoca della rivoluzione, e che rammentava il con­vegno giornaliero e notturno, si noti bene, del celebre Ciceruacchio e dei suoi satelliti, nelle cui mani erano allora cadute le sorti di Roma, e di tutti i buoni. A proposito di Ciceruacchio, il 6 dicembre, la Commis­sione direttrice dei Processi interessava il ministro dell'interno, perchè si rivolgesse alla Repubblica di S. Marino, domandando la consegna di Angelo Brunetti, detto Ciceruacchio, che colà erasi rifugiato, secondo informazioni ricevute, e la richiesta doveva essere fatta in base agli accordi intervenuti con la S. Sede, per la consegna dei delinquenti.
Neanche le chiese furono esenti da incresciosi incidenti: infatti trovo memoria di numerosi arresti per una scandalosa dimostrazione seguita nella chiesa di S. Ignazio la mattina del 12 novembre. Che cosa sia particolarmente avvenuto non si rileva dai documenti, ma certo i fatti furono di una gravità considerevole, se si pensa che le voci sedi' ziose, emesse in detta chiesa, sembrarono tali da potersi passare i responsabili alla Commissione Direttrice dei Processil. Gli arrestati furono : Leopoldo Fabri, romano, negoziante ; Paolo De Andreis, ro­mano, ottico; Girolamo Sellini, romano, legale; Attanasio Castellani, romano, impiegato; Cleto Agostini, di Iesi, sarto; Giovan Battista Bussolini, d'Asti, impiegato; Don Filippo Garibaldi, d'Alessandria, sacerdote; Elisa Castellani, vedova, Augusta Castellani nubile, Fran­cesca Castellani, nubile, tutte e tre romane. Con tutti costoro fu denun­ziato anche F incisore Amici, il quale lavorava allora nella Calcografìa Camerale. Di questo fatto l'agente consolare di S. M. Britannica, signor Freeborn, secondo informazioni segrete, aveva redatto un alte' rato rapporto per il ministro di stato lord Palmerston, e poiché tale alterazione avrebbe potuto dare occasione alle Autorità Pontificie di sequestrare il rapporto stesso, il Freeborn prese tutte le precauzioni, ed usò ogni accortezza, perchè la relazione giungesse incolume al suo
destino.
Stimo poi opportuno riportare l'inno che si cantava quasi tutte le sere, specialmente nel rione Monti, dai repubblicani che si riunivano per i loro scopi rivoluzionari. Non mi è riuscito assodare se sia stato