Rassegna storica del Risorgimento
1849 ; REPUBBLICA ROMANA (1849)
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1935
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170
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170 Luigi Enrico Pennacchini
Ciò che veniva indicato al governo come causa principale della rivoluzione in Italia, e in tutta l'Europa, era l'eccessiva libertà di stampa e di parola, o come allora si diceva in termine liberale VApostolato. L'aw. S. Salvatori in un rapporto a S. Em.za il cardinale G. Della Genga, componente la Commissione Suprema di Stato, diceva che in quanto alla stampa si poteva facilmente provvedere, ma in quanto alla seconda causa, le difficoltà erano gravi, se non si toglievano dalla circolazione tutti quegli individui che facevano parte dei circoli, e specialmente del circolo Popolare. Da quella terribile adunanza, dipendente con giuramento da Pietro Sterbini, si emanavano tutti i decreti di sangue che avevano colpito le persone più sacre e oneste: da quel cìrcolo, che per eccitare la popolazione ad armarsi, fece spargere la voce che era prossima a scoppiare la congiura del 16 luglio, nacque l'organizzazione della Guardia Civica, ed in esso ebbero origine tutti gl'inconvenienti che si ebbero a lamentare, e il sacrilego arresto di molti cardinali, fra cui quello dello stesso Della Genga, intimatogli dal metallaro Serafino Maldura, abitante in via del Leone n. 10. Fu quel circolo, che per trovare un appoggio nelle truppe, cercò demoralizzarle, e farle fraternizzare coi repubblicani, ed eccitò con promesse gli ufficiali alla ribellione, ascrivendoli come soci del circolo stesso. Fu in quel circolo che fu decretato l'assassinio del ministro Pellegrino Rossi, e tutti i socii cooperarono direttamente o indirettamente alla esecuzione, quando la vittima fu circondata dai sicarii nel vestibolo della Cancelleria, dopo che erano stati allontanati tutti coloro che non erano consapevoli di un così orrendo misfatto. Nel giorno successivo al delitto, il 16 novembre, i socii di quel circolo eccitarono la ribellione a mano armata, a Monte Cavallo, in cui intervenne una parte delle truppe, e si distinse fra tutti il ten. col. Calderari, che venne promosso il giorno seguente al grado di colonnello, in luogo del colonnello Naselli, deposto. Era questo circolo che innalzava al potere chi meglio credeva, ed aveva perfino creato un tribunale, per sbarazzarsi di coloro che avrebbero potuto attraversare i piani dei suoi dirigenti. Quando le truppe francesi ne presero possesso, trovarono in una camera del circolo stesso un Cristo e un messale ! Servivano per il giuramento. Un cursore di Roma, Paolo Bonomi, faceva parte del detto circolo (al quale, del resto, appartenevano persone di tutti i ceti, dal carrettiere all'artista, dal nobile agli ecclesiastici di tutti gli ordini regolari e secolari) e da quel repubblicano arrabbiato che era, disimpegnava spesso le sue funzioni con un berretto di scarlatto rosso in testa; egli fu presente all'assassinio del ministro Rossi, fu uno di quelli che convertirono la chiesa di S. Pietro