Rassegna storica del Risorgimento

1849 ; REPUBBLICA ROMANA (1849)
anno <1935>   pagina <171>
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Dopo la caduta della Repubblica Romana 171
in una laida sala di ridotto nella sera del vernedì Santo, si adoperava instancabilmente, e con tutte le sue forze, a far propaganda delle sue idee, eccitando sempre i compagni a gridare: Evviva la Repubblica, morte ai neri, e prorompendo spesso in imprecazioni e maledizioni contro tutti i Papi, a cominciare da S. Pietro per finire a Pio IX. Un altro cursore, Pietro Volpato, preso da furore ed odio contro il Sommo Pon­tefice, aveva staccato con una forcina dal muro un ritratto del Papa, e dopo averlo sfondato, lo aveva trascinato e gettato in luogo immondo fuori dell'ufficio in cui prima si trovava. Meritano pure speciale men­zione come repubblicani della più pura marca, gli altri cursori Salva­tore Salandri e Antonio Martini. Roma, in quei giorni, era piena di forestieri; una turba di reduci delle bande garibaldine, passeggiava in abito borghese per le vie dell'Urbe, e gli ordini di rimpatrio rimanevano senza effetto: il peggio era che le truppe francesi simpatizzavano con essi, e specialmente quelle di cavalleria, di artiglieria, e i cacciatori di Vincennes. Pio IX era perfino criticato per la troppa bontà. Un agente attivissimo di Mazzini non si stancava mai di far propaganda per lui e le sue idee, e durante il regime repubblicano aveva avuto la missione 'di sciogliere dai voti le monache e i frati: si chiamava Domenico Bola-sco, I suoi cooperatori, che si riunivano nella casa del duca Don Filippa Lant, insieme a Foligno, pesarese, e a De Lamm, quello che il giorno 16 novembre aveva puntato il cannone contro il Quirinale, erano i seguenti: Checchetelli, redattore della Pallade, Ballanti, ex deputato della Costituente; Lodi, bolognese, celebre demagogo; Calori, bolognese, feroce milite di Zambeccari; Rasinelli Giuseppe, bolognese, e Monta­nari, cesenate, ambedue fieri nemici del Papato; Gavazzi, chirurgo del Reggimento Unione, fratello del celebre P. Gavazzi, per ordine del quale redigeva in Roma il Bollettino Repubblicano; Ronzoni, del Reg­gimento Unione Frosinonese, celebre demagogo; Amadei, ex colonnello dei Corpi Repubblicani, siciliano, ardente demagogo; Cuneo, viaggia­tore di case librarie, che sfacciatamente vendeva opere avverse alla Signoria del Papa.
La propaganda mazziniana, centralizzata a Losanna, spediva continuamente opere socialiste al consolato di Sardegna, ed il signor Tomassoni, che vi era impiegato, era l'ex segretario del Circolo Romano, e già aiutante di campo di d'Azeglio; ed era proprio lui, che per mezzo del Cuneo suddetto, diffondeva libri contrari alla dominazione papale TTI tale faccenda era coadiuvato dal signor Paggi, abitante in via del Corso n. 28, e da Ottani, già ufficiale di Avezzana, ravennate e com­pagno di Zambianchi, col quale si trovava al Caffè Navarra in Piazza