Rassegna storica del Risorgimento
1798 ; LIGURE (REPUBBLICA) ; CISALPINA (REPUBBLICA)
anno
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1935
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pagina
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175
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APPUNTI E NOTIZIE
LA MOSTRA CARDUCCIANA DI TRIESTE. Il 24 maggio si è aperta a Trieste in una sala del Museo del Risorgimento una Mostra commemorativa del Carducci nel primo centenario della sua nascita, ideata e ordinata dal prof. Piero Sticotti, intesa a illuminare i rapporti del Poeta con la Venezia Giulia irredenta.
Il maggior numero dei cimeli appartiene allo stesso Museo del Risorgimento di Trieste, e vi primeggiano quelli che testimoniano l'appassionato intervento del Carducci nella tragedia di Oberdan; né in alcun luogo al mondo il Vate e il Martire dell'irredentismo, che pur non si conobbero in vita, potrebbero trovarsi meglio idealmente riuniti, che non in questo Museo, che sorge appunto sopra la cella e il luogo del supplizio di Oberdan.
Ampiamente illustrata nella Mostra è pure un'altra generosa manifestazione dell'irredentismo del Carducci : l'appoggio da lui dato agli studenti italiani costretti a frequentare le Università tedesche dell'Austria. Si agitavano essi per ottenere l'Università italiana a Trieste; si rivolgevano in ogni occasione al Carducci; quelli di Graz gli chiesero il permesso di dare il suo nome al loro Circolo; ed egli aderì con tatto il cuore al movimento; s'oppose sdegnoso alla mezza misura di creare un'Università italiana a Innsbruck; rispose agli studenti di Graz che se il Circolo cui volevano imporre il suo nome fosse stato in Italia non avrebbe consentito; ma se era per appoggiare loro, infelici, perseguitati, sì.
Alla Mostra si vedono lettere sull'argomento del Carducci, in parte inedite; completate da quelle, piene di ingenuo entusiasmo, che gli studenti, fra cui Giovanni Quarantotto e Fabio Lettici) gl'in vi avano; v'è la tessera del Circolo studentesco Giosuè Carducci di Graz fregiata con l'effigie del Poeta. Un busto di lui ornava la sede del Circolo; e il giorno in cui egli morì, fu avvolto in un tricolore abbrunato.
Di due amici irredenti del Carducci la Mostra ha potato adunare i numerosi, importanti ricordi. Ecco i carteggi completi del Poeta con il garibaldino e poeta triestino Filippo Zamboni e con Giuseppe Picciola; e ritratti e lihri suoi con affettuose dediche. Ecco poi le centinaia di autografi carducciani raccolte dal Picciola, proprietà della vedova di lai.
Ecco il modello della medaglia d'oro, opera dello scultore Giovanni Mayer, che i triestini offrirono al Carducci nel 1905 allorché lasciò l'insegnamento universitario; ed egli accettò il dono, fatto per pubblica sottoscrizione dai cittadini, piangendo di commozione, e lo conservò nel suo studio ove tuttora si vede. Naturalmente la patriottica iniziativa fu osteggiata dalla polizia austriaca: come si rileva da un interessante incartamento, pur esso esposto.
Di una lettera di ringraziamento del Carducci a Giorgio Pitacco, che gli aveva inviato la relazione dell'attività benemerita della Lega Nazionale, vi è la fotografia, mentre l'originale fu mandata alla Mostra della Rivoluzione.
II Carducci gradì pure le opere del precursore dell'irredentismo istriano, Carlo Combi, inviategli dall'avv. Giorgio Baseggio di Capodistria, poi caduto in guerra; egli le definì: fl memorie di un nobilissimo animo di cittadino, di gran valore per il passato e per l'avvenire, per il diritto e le speranze sante della patria .
Un materiale pregevole e curioso è stato prestato dal direttore del Museo Teatrale di Trieste, cav. Carlo Schmidl: alcune poesie del Carducci musicate da maestri triestini.