Rassegna storica del Risorgimento

1798 ; LIGURE (REPUBBLICA) ; CISALPINA (REPUBBLICA)
anno <1935>   pagina <181>
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Libri e periodici 181
complessa e multiforme attività politica del Torelli si sia venuta svolgendo in campi così diversi che gli studiosi potevano ancora sperare di mietere buona messe occu-pan dosi di Lui, ha fatto oggetto della sua particolare ricerca, fondata su nuovi docu­menti del prezioso archivio della contessa Celestina Torelli, il biennio del governa­torato di Luigi Torelli in Valtellina.
Breve aeri spatium il periodo che va dalla fine del 1859 alla fine del 1861, ma denso e intenso. E per merito del Torelli, che esercitò con appassionato vigore le sue funzioni, grandi e benefiche riforme scossero e migliorarono l'anima di quel popolo e le condizioni economiche della regione.
Il volume, che esce a cura della Società Storica Valtellinese, studia dapprima l'ordinamento provvisorio dato alla Lombardia dopo la guerra vittoriosa e le parti­colari condizioni economiche della Valtellina all'atto dell'insediamento del Torelli. Nei numerosi capitoli viene esaminata l'opera del Torelli nei vari campi e di fronte ai singoli problemi fino alla sua nomina a prefetto di Bergamo.
Alcune pagine delle Memorie autobiografiche e i carteggi del Torelli con il Sica-soli e il Visconti Venosta (pp. 163-222) completano questo utile e preciso comple­mento agli studi precedenti sul Torelli.
A. M. G.
PELIZZA MARANGONI, Piccolo Mondo Garibaldino. Donna Alba Coralli Camozzi (n. 2 della Biblioteca storica del Risorgimento Italiano); Roma, Società Anonima Editrice Dante Alighieri, in-16, pag. 150, 1934. L. 6,50.
Tra le figure femminili del nostro Risorgimento Alba Coralli è, forse, la meno nota; eppure fu una delle più pure e delle più soavi. Nata a Casteggio, in quel di Pavia, nel 1818 e cresciuta in un ambiente ristretto ma ardente di fede liberale, essa seppe presto farsi conoscere e apprezzare oltre il natio borgo operoso per la squisita genti­lezza dell'animo e per le doti non comuni di ardimento: di lei si servirono a più riprese i cospiratori della Lombardia e del Piemonte come di messaggera fidatissima attra­verso il sorvegliato confine; lei tennero cara i più illustri uomini del tempo e i cuori più generosi. Sposatasi in seconde nozze, nel 1857, con Gabriele Camozzi, il capo delle rivoluzioni delle valli bergamasche e il soccorritore di Brescia eroica agonizzante, ospitò nel nuovo centro familiare ed affettivo, con cordialità ineffabile, i dispersi dalle patrie vicende e il suo salotto, se non divenne celebre come tanti altri fioriti come accolte preziose di ingegni elevatissimi, fu nondimeno, per molti anni, uno dei cenacoli più sensibili della vita politica italiana.
Notizie sulla sua indole e sulle sue imprese si trovano disperse in opere varie e in carteggi e in epistolari; ma mancava ancora una biografia compiuta che mettesse in vera luce l'esimio valore di questa donna singolare e ci richiamasse alla giusta e ricordevole considerazione delle sue alte benemerenze civili.
Va data lode pertanto alla dottoressa Ernesta Pelizza Marangoni, che si è accinta alla non lieve fatica con lena costante e con senso di profonda devozione, non solo raccogliendo quanto era possibile tra libri e giornali e memorie, di cui molte inedite, ma tutto inquadrando, sia pure sinteticamente, nell'ambiente esteriore ed entro la serie degli avvenimenti che ebbero la Coralli partecipe diretta o indiretta. Non si vuol dire, con ciò, che l'autrice abbia fatto cosa perfetta; la sua storia, in verità, è un po' troppo esteriore, senza scandagli intimi, con andamento troppo aneddotico, un po' povera di critica e di vedute, con richiami spesso ridondanti su persone e cose già ben note anco nei più minuti particolari; ma tuttavia piace, nella sua umile veste, per il vivo entusiasmo che la anima e per la puntualità delle pazienti ricerche.
Intorno alle quali, tuttavia, mi permetto di fare, tra le molte, una sola riserva. Si scusa nell'introduzione, la Pelizza Marangoni di non aver potuto prendere conoscenza