Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; ESERCITO
anno <1935>   pagina <197>
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VITA DELL'ISTITUTO
RELAZIONI MENSILI. Si pregano i Comitati di inviare regolarmente le relazioni sulla loro attività, richieste dalla circolare ai Presidenti del 18 gennaio u. s. Le relazioni debbono venire inviate alla nuova sede del Regio Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano (Roma, Vittoriano).
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DISTRIBUZIONE DELLA RASSEGNA AI NUOVI SOCI. L'aumento straordinario delle associazioni ali1 Istituto ha reso impossibile l'invio delle copie dei primi sei fascìcoli del 19135-XIII agli iscritti nei mesi di maggio e di 'giugno. A questi, pertanto, S. E. il Presidente] ha disposto che, in cambio dei fascicoli del primo semestre, ormai esauriti, salvo la breve scorta per le collezioni dell'Istituto* sia inviata una tra le maggiori pubblicazioni dell'Istituto stesso, fermo restando il loro diritto a ricevere ì sei fascicoli del secondo semestre.
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ANCONA. Una magnifica attività propagandistica ha svolto il R. Provve­ditore agli Studi per le Marche, il quale ha procurato ben 280 nuove associazioni di scuole e di insegnanti. Ecco un significativo esempio di collaborazione fattiva tra le autorità scolastiche e i nostri comitati che merita di essere imitato. Il Comitato di Ancona è divenuto uno delle più numerose e più attive sezioni del nostro Istituto.
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BRESCIA. Il Popolo di Brescia nel suo numero del 12 giugno ha dato notizia della chiusura del Corso di Storia del Risoreimento, tenuto all' Istituto Fascista di Cultura dall'aw. Luigi Re per incarico del nostro Comitato di Brescia: Nell'unde­cima lezione del suo corso l'aw. Re ha riassunto gli avvenimenti politici del decennio 1849-59. La diffidenza verso Vittorio Emanuel*, nei orimi anni del Regno, la politica liberale ed onesta di Massimo d'Azeglio, l'abile diplomazia di Camillo Cavour per fare anzitutto della questione italiana una questione europea, per assicurarsi poi l'aiuto francese e per offrire infine all'Austria il pretesto per la dichiarazione di guerra, sono state esposte nella lezione unitamente al racconto delle cospirazioni lombarde di questo periodo nel quale l'Austria si era macchiata degli eccidi di Milano e dei delitti di Belfiore. Ma presto essa veniva fiaccata per sempre dal valore italiano e francese a Solferino e S. Martino.
Nell'ultima lezione, tenuta lunedì scorso, a chiusura del corso, l'aw. Re rievocò i poeti che coi loro canti accompagnarono nelle ore di oppressione e di rivolta le varie vicende della patria. Da Manzoni a Berchet, a Mameli, a Rossetti, a Prati, a Giusti, a Fusinato è tutta una fioritura di scrittori che coi loro canti contribui­rono a tener viva e possente la sacra fiamma dell'amor patrio, imprecando contro i dominatori, inneggiando alla libertà, esaltando le gesta degli eroi e il sacrificio dei martiri. Di tali canti vennero lette le strofe più significative.