Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; ESERCITO
anno
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1935
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pagina
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198
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198 Vita dell'Istituto
Anche a quest'ultima lezione dell'aw. Luigi Re erano presenti tutti gli iscritti a] coreo di storia del Risorgimento e molti soci dell'Istituto fascista di coltura che lieti di aver seguito delle lezioni tanto interessanti, han voluto manifestare la loro viva riconoscenza con ripetuti e caldi applausi.
Il prof. Vittorio di San Lazzaro ha voluto mettere in rilievo l'interesse che ha saputo suscitare l'aw. Luigi Re con le sue lezioni, la fatica non indifferente ch'egli s* è imposto accettando l'incarico di tenere il corso e l'importanza data ad esso da dirigenti dell'Istituto nazionale, ha chiuso rivolgendo all' a w. Re parole di vivo elogio e di gratitudine .
Nel precedente numero di martedì 11 giugno lo stesso giornale aveva pubblicato il seguente resoconto della conferenza del prof. Colombo:
Domenica alle ore 17 nel salone Pietro da Cemmo dinanzi ad un pubblico eletto composto di magistrati, presidi, insegnanti, signore e signorine, il chiar.mo prof. Adolfo Colombo, direttore del museo del Risorgimento italiano in Torino, ha tenuta, a chiusura dell'anno accademico dell'Istituto fascista di Cultura una conferenza sul tema: Emigrati bresciani in Piemonte nel decennio di racco* glimento .
L'oratore, con parola calda ed incisiva, dopo aver messo in rilievo il grande Beneficio portato alla causa nazionale dall'emigrazione italiana in Piemonte dal '48 al '59 e ricordato in luminosa sintesi dei lombardi dopo l'armistizio Salasco e le battaglie di Novara, l'oratore si indugia in modo particolare sulla storia di Brescia nel *49*59. Valendosi di documenti inediti tratti dagli archivi dei generali Durando e Griffini illumina di luce nuova alcuni punti non ancora ben chiariti, come il mancato accordo tra i due generali Durando e Griffini per riunire le loro truppe a difesa della città nell'agosto '48 e l'opera segreta della commissione di statistica a Torino intesa a promuovere in Brescia la insurrezione alla ripresa della guerra.
Illustra poi l'opera benefica del trevigliese abate Cameroni a favore dei profughi e specialmente di anelli bresciani di cui ricorda in particolar modo le drammatiche vicende durante il loro esilio: e si sofferma sulle figure di Alessandro Bar-gani, di Luigi Contratti, di Bartolomeo Gualla, di Carlo Cassola e di altri.
Accennato alla lotta diplomatica tra il Piemonte e l'Austria per la questione degli emigrati lombardi e messi in rilievo gli sforzi nobilissimi del governo sardo per tutelare i sacrosanti diritti, illustra poi il convegno di Stradella tra gli emigrati nel '53 pronti a varcare la frontiera per appoggiare il moto mazziniano del febbraio. Rivela le misure rigorose del governo sardo, gli arresti di parecchi bresciani di cui ricorda l'Andreotti, il Gaburri, il Sartorelli, il Biseo, il Brescianino. Illustra poi in modo particolare la figura bellissima del patriota bresciano, Antonio Legnazzi, coinvolto poi nei processi mantovani.
Conclude affermando che a poco a poco fecondarono i frutti della buona inse-1 minagione inoculata dall'emigrazione in Torino diventata centro attivissimo della vita nazionale, e così finisce.
Il Piemonte sabaudo si confuse nell'Italia diventata nazione fiero e pago di avere adempiuto nobilmente la sua missione, lasciando col suo esempio luminoso alle nuove generazioni una sacra consegna ed una parola d'ordine che sono poi quelle additate ancora ieri alle truppe della Sabauda da chi è l'interprete più fedéle del nostro buon diritto, della nostra volontà, del nostro destino.
LA conferenza frutto di lunghe ed appassionate ricerche fu seguita dal principio alla fine con commossa attenzione dà tutto l'uditorio, che ha voluto manifestare all'oratore la sua viva riconoscenza con caldi e prolungati applausi.
Alla fine della dotta conferenza, il prof. Vittorio di San Lazzaro, vice presidente e direttore dell'Istituto, ha espresso al prof. Adolfo Colombo, a nome dei dirigenti e dei soci tutti, la più viva riconoscenza per la interessante esposizione .