Rassegna storica del Risorgimento
ISTRUZIONE PUBBLICA ; LOMBARDO-VENETO
anno
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1935
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pagina
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203
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I LIBRI DI TESTO DELLE SCUOLE AUSTRIACHE
(Contributo alla stona dell9 istruzione pubblica nel Regno Lo mbardo - Veneto e nelle terre irredente)
1. Le scuole normali della Lombardia austriaca anteriormente alla Rivoluzione francese. Loro carattere confessionale. 2. Carattere confessionale della scuola austriaca dalla Restaurazione in poi. Programmi e libri di testo in uso nelle scuole elementari. - 3. Esame delle Discipline per gli alunni e dei Doveri dei sudditi, H principio di autorità e del diritto divino. Il concetto di sudditanza. Il concetto di Patria. 4. Catechismi scolastici. Il catechismo filosofico per uso delle scuole inferiori proposto dai redattori della Voce della Ragione. 5. Traduzioni e traduttori di libri di testo attraverso documenti inediti. G. Berchet traduttore. 6. Altre caratteristiche della scuola austriaca. I sistemi didattici attraverso due giornali pedagogici: ISIn-stitutore e L'Educatore. libri di lettura compilati da scrittori italiani (C. Cantù). Difetti fondamentali dei libri di lettura austriaci. 7. Come si insegnava la geografia nelle scuole medie. Grossolani errori di testi tradotti. Il greco insegnato usando la lingua latina. 8. Antologie per le scuole medie. Difficoltà di stesura della prima antologia uscita dopo la Restaurazione : Vincenzo Monti. Criteri di compilazione. 9. Ancora il principio del diritto divino nelle scuole austriache del Veneto (18591866). 10. La politica dell'Austria verso le scuole delle terre irredente. Libri di testo tradotti dal tedesco contenenti dai 150 ai 250 errori grammaticali. La difesa della lingua e il culto di Dante. Dante sequestrato in Austria. Insegnamento della storia e della geografia nelle terre irredente, - 11. Due parole sull'insegnamento della grammatica della lingua italiana. Le antologie. Un'antologia della vigilia. 12. Una delle ultime antologie tedesche stampate per le scuole italiane. L'Inno dell'Impero. Conclusione.
Quando l'Imperatore Francesco Giuseppe diceva di non volere dei cittadini illuminati, ma dei sudditi obbedienti, segnava, con questa semplice espressione, le finalità, i limiti, i metodi stessi dell'istruzione, al di sopra ed oltre i macchinosi programmi vigenti. Tali programmi sono, dal più al meno,