Rassegna storica del Risorgimento
ISTRUZIONE PUBBLICA ; LOMBARDO-VENETO
anno
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1935
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pagina
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210
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210 Luisa Gasparini
italiano perchè, essendo comune a tutti i piccoli sudditi dell' Impero, da Vienna, tradotto nelle diverse lingue, era irradiato in tutte le scuole. Essi entravano, con quel viatico di norme severamente arcigne, in aule dall'atmosfera grigia e pesante, tanto diverse da quelle luminose e piene di gioia in cui entrano oggi i nostri bimbi con viso ridente. Di quelle aule riportò un ricordo incancellabile anche Carlo Cattaneo che nel 1836, dopo quindici anni di insegnamento nel ginnasio comunale di Santa Marta in Milano, chiese il collocamento a riposo per infermità contratta durante il servizio. Lo stesso Carlo Cattaneo dice che, per il freddo che si soffriva in quelle aule, quasi tutti gli insegnanti andavano soggetti a malattie reumatiche e che due di essi ebbero a morirne nei primi cinque anni della fondazione del ginnasio! 1J
Oggi, oltrepassando la soglia della scuola, i bambini s'affacciano alla vita. Vi imparano la disciplina ferma, ma anche l'amore per gli educatori che li fanno oggetto di ogni più attenta cura morale, considerandoli come i nuovi e promettenti virgulti della stirpe e ne escono ogni giorno con l'anima ricca di insegnamenti nuovi e di nuovi tesori spirituali. Allora, invece, costretti a comprimere ogni palpito del cuore ed ogni slancio della fantasia, i piccoli non imparavano che l'obbedienza passiva, la sottomissione cieca, senza che si desse loro un esempio di quell'eroismo di cui è ricca, come forse quella di nessun altro popolo, la nostra storia, senza che una parola instillasse il culto della patria o dicesse, almeno, che essi facevano parte della grande famiglia italiana, ce II primo dovere che hanno i preposti e gli istitutori delle scuole scrivevano alcuni insegnanti in una pubblicazione edita per festeggiare il matrimonio dell'Arciduca Ferdinando Massimiliano j e quello senza dubio (sic) di educare l'animo dei giovanetti, affidati alle lor cure, cioè di ispirare costantemente a questi la
J) A. MONTI, Carlo Cattaneo impiegato del Comuneìn Corriere della Sera, marzo 1929