Rassegna storica del Risorgimento

ISTRUZIONE PUBBLICA ; LOMBARDO-VENETO
anno <1935>   pagina <212>
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212 Luisa Gasparini
gli altri allora in uso, e senza illustrazioni che tanto servono a riposare e a ricreare l'animo del fanciullo, non offriva un'ecces­siva varietà di argomenti. Gli argomenti, trattati in grigia monotonia, non erano affatto adatti alle menti infantili inclini alla ricerca del vago, del fantasioso, del vario. La reli­gione poi, intorno a cui si svolgeva l'insegnamento in omi ordine di scuole, non era la religione intesa come oggi noi la intendiamo, cioè come mezzo di elevazione morale, ma come mezzo di sottomissione politica, di mortificazione dei senti­menti. Incapace di plasmare e di fondere in un'unità compatta i cittadini di diverse nazionalità, si direbbe che il governo austriaco volesse servirsi della religione come di una forza amai-gamatrice di una compagine informe, oltre che per un basso scopo politico, quello cioè di tener meglio soggetto il popolo. Più che di religione si trattava di utilitarismo religioso. Ma vediamo qualche squarcio di questo testo. Ecco, ad esempio, come si inculcava il principio della sovranità, intesa come diritto divino:
D - Quale nome si dà alla Potestà suprema nel nostro paese?
R - Nel nostro paese si dà alla Potestà suprema il nome di Impe­ratore, il quale ad un tempo è anche Re in Ungheria e in Boemia ed in generale è signore di tutti i paesi del suo vasto Impero.
D Da chi hanno ricevuto i superiori la loro potestà?
JR- I superiori hanno ricevuto la loro potestà da Dio.
D Donde lo sappiamo?
JR - Lo sappiamo dalla Sacra Scrittura.
Z- Quali Passi della Sacra Scrittura si possono addurre in conferma di ciò?
JR - Si possono addurre l'Epistola di S. Paolo a' Romani ed i rto-verbi di Salomone.
D - Che cosa dice S. Paolo nell'Epistola a' Romani?
KJ- Dice: Non vi è potestà la quale non venga da Dio; onde le po­testà che vi sono, sono state da Dio ordinate. (Epistola a1 Romanu cap. XIII, V, I).