Rassegna storica del Risorgimento

ISTRUZIONE PUBBLICA ; LOMBARDO-VENETO
anno <1935>   pagina <214>
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214 Luisa Gasparini
nascemmo e fummo allevati, ma quello ancora in cui siamo incorporati e nel quale godiamo la protezione ed i benefici della cittadinanza , confondendo così il concetto di patria con quello di Stato. Questa confusione di concetti oltrepassava anche le aule scolastiche. Infatti l'Abate Gaetano Regazzoni 2) diceva che per patria s'intende bensì il luogo principalmente ove abbiamo aperto gli occhi alla luce, ma con la debita propor­zione dobbiamo ancora estendere questo nome di patria alla intera provincia di cui facciamo parte, anzi a tutto l'Impero che ci accoglie nel novero dei suoi membri . Aggiungeva ancora che si può non aver comune la lingua, ma aver comune la patria, che patria è tutto quel vasto territorio, ove le stesse leggi ci proteggono, che il tedesco, il boemo, lo slavo e l'un­gherese sono nostri veri fratelli, veri nostri compatrioti, che, per conseguenza, il suolo germanico-imperiale doveva essere da noi considerato come madre-patria. Partendo da questo falso presupposto, l'amor di patria per gli Italiani abitanti nelle fiorenti contrade, che quali gemme adornavano la Corona Imperiale, consisteva nell'umile e pronta obbedienza alle leggi dal Sovrano sancite, ed ai suoi ordinamenti, nel tenersi lontani dagli inquieti novatori . Ciò appunto si insegnava negli aridi trattati scolastici, il cui prototipo è certamente il Catechismo filosofico per uso delle scuole inferiori 2* proposto dai famigerati redattori della Voce della Ragione, i quali inse­gnavano, fra l'altro, che il suddito non può vantare dei diritti ma ha soltanto dei doveri perchè nella Sacra Scrittura non si parla di diritti ma bensì di doveri, e che ciò è provvidenziale perchè l'osservanza dei doveri conserva la mansuetudine mentre l'esigenza dei diritti solleva l'orgoglio.
l) L'Amor di Patria. Sermone recitato nella chiesa prepositurale di San Cali­mero in Milano la domenica sesta di Quaresima dell'anno 1852 dall'Abate Gaetano Regazzoni. Milano, G. B. Redaelli, 1854, Questo Abate era assistente alla cattedra di Scienze Naturali presso l'I. R. Scuola Reale Superiore di Milano.
*) Pesaro, tipografia Nobili, 1832.