Rassegna storica del Risorgimento
ISTRUZIONE PUBBLICA ; LOMBARDO-VENETO
anno
<
1935
>
pagina
<
216
>
216 Luisa Gasparini
la necessità che altri lo sostenga sulle braccia e gli metta il cibo nella bocca, con la necessità di venire guidato per mano nel cammino della vita per non cadere nei più triviali pericoli., quest'essere non viene certamente al mondo col retaggio della libertà, ma bensì con la necessità e col debito della dipendenza . Concludeva dimostrando che Dio e la natura hanno costituito gli uomini permanentemente nello stato della dipendenza e non in quello della libertà . Negato anche il principio dell'uguaglianza, procedendo la disuguaglianza dei beni dalla disuguaglianza delle forze e degli ingegni, dimostrato che l'uomo non ha dei diritti, ma bensì dei doveri, perchè i libri santi sono un codice di leggi e non un diploma di privilegi, perchè la dottrina dei doveri, predicata dalle scritture divine, manteneva il mondo nell'ordine e nella pace, laddove la dottrina dei diritti, promulgata dalla filosofia, seminava il disordine e la strage sopra tutta la terra, il maestro passava a spiegare i concetti di sovranità, di costituzione, di governo, di legittimità, ecc. Ma il capitoletto più significativo è certamente quello intorno alla rivoluzione che non ammetteva giustificazioni di sorta in nessuno dei casi contemplati. E sono molti. Ma, ad un certo punto, l'alunno domandava: Quando il Principe usa crudelmente e non rispetta la vita e il sangue dei sudditi, sarà giusta la ribellione e la insurrezione del popolo? Anche a questa obbiezione l'inflessibile precettore rispondeva: Non sarà giusta perchè il popolo non è il giudice e il vendicatore delle ingiurie fatte ai privati, e molto meno di quelle fatte ad essi dal principe; e inoltre dalle vene del popolo si cava più sangue in un giorno di rivoluzione che in tutto il regno di un principe crudele . Così, di contraddizione in contraddizione, questo non certamente encomiabile maestro, dai principi tradizionali e passatisti che iniziava il fanciullo a tutte le sue obbligazioni, negandogli la dignità, la fierezza, la consapevolezza dei propri diritti di uomo, concludeva che non era un diritto e un bisogno del popolo italiano quello di combattere peri