Rassegna storica del Risorgimento

ISTRUZIONE PUBBLICA ; LOMBARDO-VENETO
anno <1935>   pagina <224>
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224 Luisa Qasparini
intesa a plasmare degli uomini mediocri e servili. Come mai allora, proprio da quella scuola, uscì una generazione capace di supremi ardimenti e di eroismi degni di antiche età? La ragione va certamente ricercata nel fatto che F insegnamento si muo­veva nel circolo vizioso di poche idee, come quelle del diritto divino, della sudditanza, ecc., che rappresentavano residui di tempi ormai prossimi al tramonto e che i semi di quella cultura mirante ad ottenere l'inerzia dello spirito in anni di turbamenti e di complicazioni rivoluzionarie, non trovarono il clima storico per poter fruttificare. Bandito dalla scuola, l'amor di patria trovava infiniti, occulti modi di esprimersi. I piccoli lo impa­ravano nelle loro famiglie, nei vivi contatti con la vita. Non mancavano insegnanti i quali non si stancavano di raccoman­dare alle famiglie di cooperare alla pubblica istruzione, come FErcolani dell'I. R. Scuola superióre e nautica di Venezia, che scriveva: Oh, quante cose apprende il cuore sulle ginocchia della madre, che indarno, o difficilmente gli sarebbero inse­gnate altrove ! . In tanto squallore di ideali la parola acco­rata di questo modesto insegnante sembra echeggiare il pen­siero Leopardiano :
Donne, da voi non poco La Patria aspetta,,.
Non mancavano professori, come il De Castro, che dalle aule universitarie, rilevando che la gioventù, torturata e isterilita da un'ennurca educazione formale, sentiva ogni di più il bisogno di innalzare e annobilire il cuore, ed informare l'intelletto ad una cultura severa e filosofica, senza cui non e sperabile una generazione d'uomini pensanti ed istrutti, di buoni ed operosi cittadini , si ingegnavano di trarre dalla loro materia d'insegnamento, qualunque fosse, parole che
J) Prospetto ddVI, R. Scuola superiore reale e nautica di Venezia per Vanno 1854-55, Venezia, Pfiv. Stali. G. AntonelK, 1855.