Rassegna storica del Risorgimento
BIBLIOTECHE ; CAGLIARI
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1935
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I libri di testo delle scuole austrìache
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quell'uso che era stato stigmatizzato, fin dal 1848, anche da Carlo Cattaneo il quale in ima sua Relazione1} deplorava l'adozione di questi testi tradotti da altre lingue, paurosi per stile incondito perchè ogni popolo suole atteggiare a suo modo il pensiero, continuava, anche trent'anni dopo ad essere in fiore. Così era barbaramente storpiata la dolce lingua del sì, la lingua di Dante, il cui culto andava confondendosi col culto della nazionalità. Ben lo comprese l'Austria che, pur sentendosi tranquillamente sicura del possesso delle porte d'Italia, nel settembre del 1877 sequestrava il n. 23 dell'Unione di Capodistria per aver riportato il verso dantesco relativo al Quarnaro che Italia chiude e i suoi ternani bagna , considerato come causa di perturbazione della pubblica tranquillità. Dante, espressione purissima di italianità, incarnò anche allora il simbolo della lotta. Infatti fu nell'anno seguente (1878) che, un avvenimento nuovo, cioè il Congresso di Berlino con le concessioni relative alla Bosnia e all'Erzegovina fatte all'Impero Austro-Ungarico senza lo sperato compenso del Trentino all' Italia, fece divampare dalle ceneri, in apparenza spente, la scintilla che diede luogo a perturbamenti poi tici in tutta la penisola e a quel movimento nuovo che si chiamò irredentismo.
Quale fu la politica dell'Austria verso le scuole delle terre irredente, di questa parte della patria nostra incatenata a sorti e a civiltà non sue ? Lo disse Cesare Battisti nel secondo Congresso degli studenti trentini tenuto in Riva nel 1895 quando, osservando che due sono i mezzi di cui può servirsi un governo straniero e oppressore per non promuovere lo sviluppo intellettuale di un popolo, o negare o reprimere, affermò che il primo era quello a cui soggiaceva il Trentino, meno brutale, apparentemente, del secondo, ma assai più
1) Sull'ulteriore sviluppo del pubblico insegnamento in Lombardia. Relazione presentata all'Istituto lombardo di scienze, lettere ed arti. Conservata nel Museo del Risorgimento di Milano.