Rassegna storica del Risorgimento

BIBLIOTECHE ; CAGLIARI
anno <1935>   pagina <243>
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I libri di testo delle scuole austriache
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dagli intendimenti del compilatore, servivano a far cono­scere l'Italia. E conoscere l'Italia voleva dire amarla.
Si noti poi che queste antologie erano compilate, quasi sempre, da professori italiani, i quali, con opportuna scelta, potevano fare, per così dire, propaganda irredentistica nelle stesse aule scolastiche. Se ne ha un bell'esempio nell'anto­logia del Cetto.x) Non senza sorpresa, aprendo questo libro, leggiamo in prima pagina:
(( Ogni Nazione ha la sua lingua. È debito di ogni cittadino stu­diarla e conoscerla ; e perchè strumento indispensabile a intendere e a farsi intendere; e perchè mezzo potente a fornir l'intelletto d'idee ed esercitare la riflessione; e perchè effigie genuina della nazione che la parla; e perchè finalmente efficacissima a mantener vivo il principio di nazionalità.
Questa questione della lingua ci richiama alla mente la missione diplomatica di Crispi in Germania e in Austria nel 1877, i famosi colloqui con Bismarck e con Andrassy, il quale, come è noto, alludendo alle aspirazioni annessioniste dell'Italia, osservava: Non sempre il principio di nazio­nalità è applicabile in tutti i luoghi, né è norma la lingua a stabilire la nazionalità; non si fa la politica con la gram­matica . Curioso aforisma che sarebbe poi stato smentito in pieno dalla storia.
Pur assomigliando nella veste esteriore ai libri tedeschi, veste bisogna confessarlo spesso più decorosa di quella delle nostre edizioni scolastiche dell'ante-guerra, questa antologia è italianissima. Si noti, anzitutto, che fra gli autori moderni non figura nemmeno un nome di scrittore straniero, mentre molte nostre antologie di quegli anni facevano ad essi largo posto. E un fatto che nella vita dinamica moderna non è più dato ignorare ciò che si pensa e che si scrive anche
J) A. CETTO, Raccolta di prose di autori moderni scelte ed annotate per le classi superiori delle scuole medie austriache, Trento, G. B. Monamii, 1911.