Rassegna storica del Risorgimento

BIBLIOTECHE ; CAGLIARI
anno <1935>   pagina <244>
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2M> Luisa Gasparini
oltre le frontiere, ma, anche qui, è da ricercarsi il giUsto mezzo ed è da evitare che libri destinati a scuole italiane diventino uno zibaldone di opere nordiche, lontane dai nostri gusti, nebbiose per il nostro spirito, sbiadite per la nostra fantasia. In questo caso particolare, ad ogni modo, l'aver escluso ciò che non era italiano va considerato come opera squisitamente patriottica. L'intento patriottico appare poi più evidente nella scelta compiuta fra gli scrittori italiani Infatti, accanto al nome di scrittori giustamente scelti come esempi classici di lingua e di stile (Carducci, Fogazzaro, Giacosa, Pascoli, D'Annunzio, De Amicis, ecc.) appaiono nomi di scrittori e di scienziati cari al nostro cuore per aver combattuto per l'italianità delle terre irredente, quali Giuseppe Caprin, Attilio Hortis, Virgilio Inama e di altri ancora, nativi di terre irredente, i quali con la loro attività artistica o scientifica dimostrarono che anche in que­sti lembi staccati dalla Patria continuò a fiorire, come pianta rigogliosa, anche se in clima tempestoso, la genialità italica. Qui troviamo, in parte, quello che era trasvisato o taciuto nei testi di storia: le glorie di Roma, con particolare riguardo ai trionfi delle milizie romane nell'età augustea, quando forzarono il cuore delle Alpi, castigando i Pannoni e i Norici per l'invasione dell'Istria, i Germani per l'invasione della Gallia, abbatterono il fascio reto-vindelico, mietendo nuovi allori nel vittorioso combattimento di Trento; la fiumana delle orde barbariche scendente impetuosamente dalle Alpi. Ma quando nella vibrante descrizione dell'irrompere cieco delle turbe longobarde, più barbare della stessa barbane, il maestro avrà letto: ((Ma la storia afferma e prova che l'an­tico Foro Giulio fu veramente nelle età torbide quale il leg­gendario Alboino lo volle : forte in ogni guerra, capace di fronteggiare ogni sorta di invasori: e gli Avari e gli Slavi e poi gli Ungari, e i Turchi e i Tedeschi , i tedeschi, gli in­vasori delle età torbide, i dominatori di allora, oh ! certo 1