Rassegna storica del Risorgimento
ERITREA ; COLONIE
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1935
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252 Anacleto Bronzuoli
parte i vantaggi ben più limitati e modesti che apportava . destava gelosie, o per lo meno sospetti fra le potenze, e finiva per urtare contro l'Abissinia, che da quella occupazione si vedeva precluso lo sbocco al mare, avidamente desiderato e al quale non ha neppure oggi rinunciato.
115 gennaio 1885 il ministro Mancini annunziò alla Camera che un corpo di operazione sarebbe partito per ricercare e punire i colpevoli degli eccidi. Il colonnello Tancredi Saletta ebbe il comando di questo corpo, della forza di circa 800 uomini, e il 5 febbraio sbarcò a Massaua.
Questo sbarco mise in seria apprensione il tigrino Negus Giovanni anche perchè dubitò essere stato provocato contro di lui da Menelik, re dello Scioa, col quale il nostro governo, a mezzo del conte Pietro Antonelli, giovane patrizio romano, aveva iniziato una politica di amicizia che l'astuto re secondava assai di buon grado, perchè aveva compreso quanto utile poteva derivargliene.
Per calmare il Negus gli inviammo una missione speciale con ricchi doni e una lettera di Re Umberto I.
Parve dapprima che avessimo raggiunto lo scopo; ma successivamente, avendo dovuto, per dare un certo respiro a Massaua, allargare la nostra occupazione all'interno e portarci a Saati, rinacquero i malumori perchè il Negus, erroneamente, considerava detta località come facente parte del suo dominio.
Saputo della nostra occupazione, ras Alula, governatore dell' Hamasen, inviò al nostro comando una vivacissima protesta, intimando lo sgombro di Saati; e ordinò la cattura della spedizione Salimbeni, la quale doveva raggiungere il Goggiam, per attendere alla costruzione di un ponte sul Nilo Azzurro.
La situazione diventava inquietante; perciò il generale Gene, succeduto al Saletta nel governo della nascente colonia, chiese qualche rinforzo di truppe. La modesta richiesta di