Rassegna storica del Risorgimento
ERITREA ; COLONIE
anno
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1935
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pagina
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253
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L Italia in Eritrea: ieri e oggi 253
Gene non sfuggì alla Camera, che inconsapevole della realtà della situazione, si abbandonò alle consuete, vane discussioni, L episodio di Dogali avveniva appunto nel giorno stesso in cui Fon. Di Rudinì, interrogando il ministro degli Esteri di Robilant, circa l'opportunità di mandare in colonia i 600 uomini richiesti dal Gene, diceva fra Faltro : queste parole mi fanno sospettare che l'indirizzo che il Governo vuol dare alla nostra politica coloniale sia quello dell'espansione, anziché quello della conservazione... Espansione! Ma, signori, io voglio consentire per un momento che questa sia la politica che convenga di fare in Africa; ma in presenza delle complicazioni avvenute nella penisola Balcanica, crede il Governo che sia questo il momento opportuno per fare una tale politica ? .
Questo si diceva allora alla Camera italiana. Quanta differenza dalle dichiarazioni del 14 maggio dell'anno XIII dell' Era Fascista, fatte in Senato dal Duce della nuova Italia, a proposito del nostro atteggiamento nell'Africa Orientale!
Il Duce ha apertamente dichiarato che sarebbero stati mandati nelle nostre colonie tutti i soldati ritenuti necessari; che nell'invio di truppe, quando siano in giuoco la sicurezza delle nostre colonie e la vita anche di un solo dei nostri soldati metropolitani o indigeni, desiderava venire rimproverato per eccesso, non mai per difetto; e infine, circa le preoccupazioni per la situazione europea il Duce ha affermato ...è appunto per essere tranquillamente presenti in Europa, che noi intendiamo di avere le spalle completamente al sicuro in Africa .
Conveniamo che l'Italia, dalla gretta e paurosa concezione della responsabilità del potere centrale di allora, a quella consapevole e fascisticamente romana di oggi, ha fatto un grande cammino!
Intanto ras Alula, dopo le varie minaccie rimaste senza esito, riunito a Ghinda un forte nucleo di armati, si era spinto