Rassegna storica del Risorgimento
DUE SICILIE (REGNO DELLE)
anno
<
1935
>
pagina
<
254
>
254
Anacleto Bronzuoli
verso Saati. L'attacco a questa posizione avanzata fu sventato dal contegno delle nostre truppe, che seppero tener testa al nemico con magnifico valore; e l'avversario, pur soverchiarne per numero, dovette volgere in fuga disordinata. Ma era chiaro che l'attacco sarebbe stato ripreso, e con maggiore vigore; in conseguenza il Gene ordinò che nelle prime ore dell'indomani, 26 gennaio 1887, il tenente colonnello De Cri 8toforis, con circa 500 uomini e un convoglio di rifornimenti da Monkullo raggiungesse Saati.
Giunto il De Cristoforis nella località di Dogali, fu segnalata la presenza del nemico. Era quello stesso nemico che aveva minacciato il presidio di Saati il giorno precedente e che ora tornava all'attacco; erano circa 10.000 uomini che, con lento movimento, andavano coronando le alture circostanti per accerchiare la piccola colonna.
H De Cristoforis si rese perfettamente conto della gravissima situazione che romanamente affrontò. E nell'impari lotta che ne seguì, il numero del nemico ebbe ragione dell'eroismo di quei prodi, che pugnarono disperatamente finché tutti rimasero sul terreno, uccisi o feriti.
Tutti giacevano in ordine scrisse l'Oriani allineati, morti sulla grigia altura, sulla quale avevano resistito tre ore senza volgersi indietro. Erano vestiti di bianco, insanguinati. H sole alto sull'angusta vallata dardeggiava impassibile, infiammando i loro cadaveri col calore e col colore della vita, ma nessuna voce turbava il superbo silenzio della loro morte. La storia italiana doveva trovarli là, allineati sulla soglia dell'Africa, nell'eroismo di un atteggiamento che il nemico stesso non aveva osato scomporre fuggendo dopo la strage; e così resteranno eternamente nella gloria della poesia! .
I 500 di Dogali non caddero però invano. L'Italia, sospinta dalla legge storica dell'Europa all'impresa africana senza comprenderne il carattere né volerne la grandezza,