Rassegna storica del Risorgimento
DUE SICILIE (REGNO DELLE)
anno
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1935
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pagina
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Anacleto Bronzuoli
Intanto a Roma, visto che le trattative non portavano ad alcun risultato, e che un serio pericolo gravava sulla colonia, fu decisa la costituzione di un forte corpo di spedizione che, agli ordini del generale di San Marzano, doveva rista, bilire il nostro prestigio, fortemente scosso dopo i fatti di Dogali.
E il San Marzano, da buon soldato, si preparò all'azione senza fare soverchio affidamento sui trattati firmati da Menelik e sulle profferte di devozione fattegli dai capi delle tribù vicine e senza lasciarsi intimidire dalla proclamazione del Negus Giovanni di una guerra ad oltranza contro gli italiani.
Il Negus, giunto con un poderoso esercito nei pressi di Saati, rioccupata da noi, chiese lo sgombero di questa località. Avuta sdegnosa risposta negativa, rimase così intimorito dal fermo atteggiamento dei nostri, che preferì all'attacco la ritirata, benché le sue forze fossero più che 6 volte superiori alle nostre.
Così per la fermezza del comandante, per la salda disciplina dei soldati, ci imponemmo all'avversario senza neppure giungere al coinbattimento.
In seguito il Negus Giovanni si portò contro i Dervisci per cercare di averne una buona volta ragione. Scontratosi con essi a Metemma, egli vi perse la battaglia e la vita (10 marzo 1889).
Non vi erano eredi al trono dell'Abissinia, e ne approfitto Menelik, che effettivamente era in quel momento il più potente e il più forte, per proclamarsi Re dei Re. E poiché egli vedeva in Mangascià, re del Tigre e figlio naturale di Giovanni, un pericoloso avversario, chiese aiuto e protezione all'Italia. Consigliò a noi di salire sull'altipiano e occupare Asinara e si dimostrò pronto a firmare con noi un trattato di amicizia e di commercio.
E questo fu il trattato di Uccialli, origine per noi di tante amare delusioni e di tante sventure e che rappresentò u fallimento del nostro programma che era quello di innalzare