Rassegna storica del Risorgimento

DUE SICILIE (REGNO DELLE)
anno <1935>   pagina <257>
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L'Italia in Eritrea: ieri e oggi 257
Menelik all'autorità di imperatore di Etiopia, limitando da parte nostra l'occupazione materiale della colonia per assu­mere, invece, il protettorato di tutta F Etiopia. Questo pro­tettorato Menelik aveva dimostrato di accettare volentieri finche aveva avuto bisogno di noi; raggiunto il suo scopo, di essere cioè incoronato Re dei Re al posto del legittimo pre­tendente Mangascià, doveva presto gettare la maschera e ripudiare la nostra protezione.
Intanto il Baldissera (succeduto al San Marzano) aveva occupato Cheren ed Asmara e portato i nostri confini alla linea Mareb-Belesa-Muna: e il R. decreto del 1 gennaio 1890 riuniva i nuovi possessi ai territori già nostri, sotto il titolo di Colonia Eritrea.
Al Baldissera, successe nel governo della colonia, il gene­rale Orerò che, comprendendo essere necessaria una chiara affermazione della nostra autorità e della nostra forza, nono­stante l'opposizione del governo, decise una puntata su Adua per indurre il nuovo Negus che così sarebbe stato messo dinanzi al fatto compiuto ad accettare il confine Mareb BelesaMuna.
La colonna, dopo dieci giorni di cammino, giunse ad Adua il 26 gennaio nel giorno anniversario di Dogali e fu festosamente accolta dalla popolazione, la quale dichiarò a mezzo dei suoi capi che tutto il Tigre simpatizzava per l'Italia, ma che desiderava, piuttosto che l'imperatore Menelik, ras Mangascià: quindi, per ordine del Governo, rientrò nei nostri confini.
Al generale Orerò successe il generale Gandolfì, che d'ac­cordo col governo inviò FAntoneUi ad Addis Abeba per inten­dersi col Negus circa la determinazione dei confini e l'inter­pretazione dell'articolo 17 del Trattato, che poneva l'Etiopia sotto il protettorato italiano.
Ma, come era da aspettarsi, riuscito ad ottenere la corona imperiale col nostro aiuto, Menelik, che noi avevamo fatto