Rassegna storica del Risorgimento

DUE SICILIE (REGNO DELLE)
anno <1935>   pagina <259>
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UItalia in Eritrea: ieri e oggi 259
sproporzione delle forze, attaccarono ad Agordat e sconfissero completamente il nemico. Per mettere fine alle razzie e agli atti di brigantaggio dei Dervisci e per premunirsi dalle loro minaccie, il generale Baratieri decise l'occupazione della stessa Cassala, roccaforte dei Dervisci. Avutane l'autoriz­zazione dal Governo nel luglio 1894 mosse celermente e di sorpresa contro Cassala e l'occupò.
Se questa occupazione fu avvenimento militarmente im­portante per l'Italia, che in quattro combattimenti era riu­scita a sconfiggere quattro volte quei dervisci, già ripetuta­mente vittoriosi degli abissini e degli egiziani, non fu però per noi vantaggiosa.
Il possesso di Cassala sarebbe stato utilissimo se il Sudan fosse stato in mano a una potenza civile (come avvenne poi) e quindi i confini fossero stati sicuri e il commercio tranquillo; ma con gli irrequieti dervisci sempre pronti a sconfinare e a razziare, questo possesso, che ci obbligava a tener la città permanentemente e fortemente presidiata, non.fece che allar­gare e aumentare la zona occupata e venne cosi a costituire un elemento di debolezza.
Era appena sistemata la situazione verso ovest, che si profilava la minaccia ai confini meridionali della colonia.
In alcuni torbidi avvenuti nel Tigre noi volemmo rimanere neutrali tra Mangascià e alcuni suoi ras: e non solo non lo si aiutò a sostenersi e a emanciparsi da Menelik, ciò che a noi sarebbe stato utile per diminuire la potenza di questi, ma si cercò di riprendere le trattative col Negus. Fallimmo però completamente; non riuscimmo a giungere a una soddi­sfacente conclusione con Menelik, che poco dopo denunciò il trattato di Uccialli; e il nostro comportamento insospettì il Mangascià, che cercò di rappacificarsi col Negus. Siamo sulla fine del 1894 e la nostra politica di incertezze e di con­traddizioni ci porta fatalmente verso la guerra grossa con l'Abissinia.