Rassegna storica del Risorgimento

DUE SICILIE (REGNO DELLE)
anno <1935>   pagina <260>
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Anacleto Bronzuoli
Mangascià, diffidente di noi e desideroso di riavvicinaisi al Negus, incita alla ribellione Batha Agos, cui noi avevamo affidato il governo delTAckelé Guzai. Prontamente Toseffi marcia contro di lui e lo sconfigge ad Halai, ove Batha Agos trova la morte. Baratieri ormai certo del tradimento di Man­gascià, gli marcia contro; fa una puntata su Adua, quindi saputo che Mangascià ha invaso PAckelé Guzai, si porta rapi­damente a Coatit, vi batte con appena 5000 uomini in un aspro combattimento il nemico, forte di ben 20.000 uomini, lo insegue, lo raggiunge, lo batte di nuovo a Senafé. L'Ackelé Guzai era così riconquistato e pacificato e Mangascià cacciato dall'invasa Colonia. H Paese tripudiò per queste vittorie; il Baratieri ebbe fama di valente condottiero e fu promosso tenente generale per merito di guerra. Noi, troppo facili ad accenderci ai generosi entusiasmi, come poco tempo dopo saremo purtroppo pronti ai subitanei scoramenti, chiamammo Baratieri degno allievo di Garibaldi. Mentre però sembrava <jhe con le due vittorie di Coatit e Senafé si fossero raggiunti risultati decisivi, invece il pericolo non era cessato perchè l'esercito tigrino, benché sconfìtto, era sempre in grado di riprendere le operazioni. In conseguenza Baratieri, ottenuti rinforzi dal paese, intimò a Mangascià di disarmare; rimasto vano l'ultimatum, riprese le armi, invase l'Agame, entrò in Adigrat, in Macallé, in Adua e ricevette l'omaggio della popo­lazione e del clero della città santa di Axum. Con queste ope­razioni il territorio della colonia si era notevolmente allar­gato; Baratieri aveva bisogno di nuove forze e di nuovi mezzi, ma il governo come dice l'Oriani mal certo nell'intento e peggio nel metodo, non osava voler la conquista e non sapeva sottrarvisi; avrebbe desiderato di vincere, per servirsi della vittoria come espediente parlamentare, ma non si voleva sacrificare ne troppo sangue, né troppo denaro. L'impresa africana non era ben vista da tutti; si era prossimi alle ele­zioni generali e per non dare buon giuoco ai partiti contrari