Rassegna storica del Risorgimento

DUE SICILIE (REGNO DELLE)
anno <1935>   pagina <261>
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L Italia in Eritrea: ieri e oggi 261
non si voleva portare alcun aumento al bilancio della colonia. Di qui una serie di contrasti e di inasprimenti delle relazioni tra governo e Baratieri, che due volte chiese di dimettersi dalla sua carica. Le dimissioni non furono accettate e il governo invitò il Baratieri a venire a Roma per poter a voce discutere sulla situazione della colonia e sui mezzi necessari a fronteg­giarla.
Erano nel frattempo avvenute le elezioni generali il cui esito era stato pienamente favorevole al governo e questo, rafforzato dalla vittoria, si accinse a regolare col Baratieri la questione Eritrea. Il generale fu ricevuto trionfalmente: la Ca­mera ove si recò a prestare giuramento, essendo stato eletto deputato lo ricevette in piedi, acclamando: nella vanità e nei fumi del trionfo sparirono i dissidi tra (Joverno e Bara­tieri, benché questi non avesse ottenuto quanto credeva indi­spensabile. E ripartì per l'Africa, ove le nubi si addensavano; si portò nel Tigre, obbligando Mangascià a ritirarsi e sconfig­gendone la retroguardia a Debra Ailat. Furono rioccupati Antalo e Macallé; fu dichiarato il Tigre annesso alla colonia; Baratieri entrò di nuovo in Adua e quindi ritornò a Massaua, lasciando il comando del Tigre all'Arimondi.
Ma in questo tempo Menelik, che non aveva rinunciato alla rivendicazione di tutti quei territori che egli considerava come patrimonio della sua corona, aveva iniziato e spinto ala­cremente avanti gli armamenti per invadere la colonia Eritrea.
Pur avendone avuto in tempo sentore, al momento del­l'azione ci trovammo sorpresi e impreparati a sostenere l'urto scioano; ciò non solo per l'illusione sempre nutrita di acco­modarci col Negus, quanto perchè non vedemmo quanto fosse inconciliabile la pretesa di mantenere e allargare il nostro dominio col desiderio di fare rigide economie e limitare le spese. E continuammo nella nostra politica incerta e dubbiosa, e ritenemmo di poter riportare dei successi con parole, con lusinghe, con promesse, mentre sarebbero stati necessari una