Rassegna storica del Risorgimento

DUE SICILIE (REGNO DELLE)
anno <1935>   pagina <262>
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Anacleto Bronzuoli
preparazione diligente e minuziosa, un intervento energico e deciso e un'abile propaganda disgregatrice fra i vari capi abissini. Cosi aveva saviamente operato Lord Napier nella sua lotta contro Teodoro, caduto sulle fumanti rovine della sua Magdala: ma l'esempio non ci ammaestrò! Noi invece con le nostre tergiversazioni e con le contraddizioni della nostra condotta, agevolammo l'opera abile e astuta di Mene-lik, che nel comune sentimento dell'odio contro l'europeo giunse a legare a sé caso unico nella storia dell'Etiopia tutti i capi, riuscendo a fare di una monarchia feudale, scissa da profonde rivalità di satrapi e di tribù, un insieme compatto.
Menelik venne in tal modo a riunire oltre 100.000 armati e con questi e con un immenso seguito di famiglie e di servi, mosse alla volta dell'Eritrea. L'esercito scioano urtò il 7 dicem­bre sull'Amba Alagi contro il battaglione Toselli e nonostante che questi facesse prodigi di valore (2400 uomini contro oltre 40.000) lo sommerse e lo distrusse: di 23 ufficiali solo tre si salvarono; 19 caddero sul campo, 1 fu fatto prigioniero ferito; degli uomini di truppa più di 1500 furono uccisi. Nelle leg­gende e nei canti abissini ancora oggi è esaltata l'epica resi­stenza dei nostri soldati in questo combattimento e ricordato con ammirazione e con rispetto il nome del maggiore Toselli, il leone di Amba Alagi. Risalendo verso il nord l'esercito di Menelik urtò nel forte di Macallé in cui il battaglione Galliano oppose, con appena un migliaio di uomini, tal resistenza allo intero esercito del Negus, da indurre questi a offrire la libera uscita dal forte dell'intero presidio con l'onore delle armi e con la facoltà di trasportare tutto ciò che volessero.
I nomi di Toselli e di Galliano diventarono popolarissimi in Italia; e molti bambini, nati in quel tempo, furono appunto chiamati dal popolo che, come dice il Carducci, ama l'eroi­smo e se ne intende Galliano e Toselli. E il popolo (prosegue il Carducci) con la tranquilla fermezza degli avi, quasi 1 ata­vismo del senato di Roma e di Venezia fermentasse più nel