Rassegna storica del Risorgimento
DUE SICILIE (REGNO DELLE)
anno
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1935
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pagina
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263
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VItalia in Eritrea: ieri e oggi 263
sangue plebeo che nelle esauste vene dei parlanti e scriventi, sostentò il fiotto delle triste notizie e aspettò prossima la vendetta di Amba Alagi e di Macallé; nomi eternamente memorabili nei fasti dell'esercito italiano.
Per ristabilire appunto il nostro prestigio, che in realtà gli ultimi insuccessi avevano molto diminuito, erano nel frattempo inviati in Eritrea importanti rinforzi. L'esercito italiano si concentrò ad Adagamus, nell'Agame. Misure prudenziali avrebbero forse richiesto che esso si ritirasse nei confini della colonia, abbandonando l'Agame: ma si temette che la ritirata sfiduciasse le truppe; si pensò all'effetto che essa avrebbe prodotto in Italia e fra gli indigeni, e alla ragione politica fa sacrificata quella militare. Dopo varie mosse i due eserciti vennero a trovarsi, alla fine di febbraio, quello scioano nella pianura di Adua; in quella di Suarià, quello italiano. Questo contava meno di 16.000 combattenti contro quasi 100.000 nemici. E il 1 marzo del 1896 avvenne la battaglia.
Su questa esiste una ricca letteratura di attori che hanno partecipato alla vicenda e di studiosi che con documenti e con ricordi altrui hanno cercato di ricostruire gli avvenimenti. Tutti hanno creduto di dire l'ultima parola e tutti hanno sentito il bisogno di spiegare come avvenne la sconfitta, accanendosi a ricercare errori e ad additare colpevoli.
E per cruesto che la nostra generazione fu tanto profondamente colpita dalla sconfitta di Adua. Dagli articoli violenti e ingiusti, dalle critiche acri e crudeli, nacque in noi quella triste e penosa impressione che le pubblicazioni successive ribadirono, cioè che Adua fosse un doloroso avvenimento che pesasse su noi come un marchio di infamia; che fosse una sciagurata vicenda provocata da invidie, da gelosie, da indisciplina, da viltà, da tutte insomma le più abbiette e negative qualità di governanti, di capi militari, di soldati. E questo ricordo ha inaridito per molti anni la nostra anima e ci ha fatto, molte volte, dubitare e temere!