Rassegna storica del Risorgimento
DUE SICILIE (REGNO DELLE)
anno
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1935
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pagina
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269
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L'Italia in Eritrea: ieri e oggi 269
ae pure erano stati battuti dalla preponderanza del numero, avevan però raggiunto il loro scopo, quello di salvare la colonia; ma la salda spada di un Principe Sabaudo seppe convincere l'accusatore del suo torto e dell'iniquità dell'accusa.
Non va oiindi messo in dubbio lo strenuo valore e la disperata tenacia dei nostri soldati ad Adua; lo stesso nemico rimase così attonito del comportamento del nostro esercito da far dire a un nostro generale, venti anni dopo, che l'Italia in Abissinia viveva ancora del credito di Adua. E non intristiamoci nella sterile ricerca di responsabilità assai mal certe e non preferiamo brancolare nel buio della triste polemica, anziché immergersi nella piena luce solare dell'eroismo di cui l'esercito dette prova. E inutile insistere su errori tecnici e politici di uomini travolti e scomparsi; male aiuta la Patria chi tien viva la memoria di ciò che vai meno e lascia nell'oblio ciò che vai più!
Consultate, signori, la relazione particolareggiata della battaglia di Adua. Leggendo delle magnifiche doti di ardimento e di eroismo dei nostri soldati, figli umili e grandi di questo nostro popolo al quale si deve se, quattro lustri più tardi, la vittoria rimase, come doveva, al diritto, viene fatto di ripetere per loro i versi di un combattente poeta del 1916, che dorme ora i suoi sonni nella verde profondità del Mediterraneo: Vittorio Locchi:
e parlo perchè non posso
tutti abbracciarli perchè vorrei tutti abbracciarli
in silenzio; e getto al loro collo
le mie parole come le mie braccia!
E ora poche parole sulla battaglia. F II corpo italiano si trovava in non buone condizioni riguardo ai rifornimenti; per la deficienza di quadrupedi si tenga