Rassegna storica del Risorgimento
DUE SICILIE (REGNO DELLE)
anno
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1935
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pagina
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270
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Anacleto Bronzuoli
presente che, per mancanza di strade rotabili, tutto era portato da Massaua a dorso di mulo o di cammello e per la noe sicurezza della lunga via di comunicazione, la situazione del vettovagliamento era diventata preoccupante. Alla fine di febbraio si era rimasti con tre o quattro giornate di viveri e occorreva prendere una decisione.
Poteva il Baratieri, nel momento in cui il Paese faceva un poderoso sforzo per mantenere alto il nostro prestigio nella colonia, e quando il nemico, duramente provato nei combattimenti di Amba Alagi e di Macallè, sembrava timoroso di attaccarci, pensare a ritirarsi? Questa soluzione, che avrebbe rappresentato il fallimento della nostra politica di penetrazione, e compromesso forse le sorti della colonia, fu giudicata da tutti i comandanti moralmente disastrosa e scartata senz'altro.
Avrebbe il Baratieri potuto rimanere sulle posizioni; ma e se la situazione fosse rimasta invariata? Dopo tre o quattro giorni, finiti i viveri, avrebbe dovuto intraprendere, e in assai peggiori condizioni, quella ritirata, che non si era prima voluto effettuare.
Rimaneva quindi la soluzione di fare uno sbalzo verso il nemico fermandosi in ottima posizione, nella speranza che esso attaccasse in condizioni a lui sfavorevoli e tali da compensare lo squilibrio di forze, oppure come era precedentemente avvenuto che esso davanti a una dimostrazione di forza si ritirasse. Questa decisione parve anche rispondesse alle insistenze del governo, all'aspettativa ansiosa del Paese. E nella notte fra il 29 febbraio e il 1 marzo 1896 il corpo di spedizione avanzò verso il nemico.
Non credo di dovermi indugiare a descrivere particolareggiatamente la battaglia, che per deficienti informazioni, per difficoltà gravissime di terreno, per una serie di fatali equivoci, si scompose in tre distinti combattimenti. La brigata indigena, comandata da Albertone, con poco più di 4000 uomini