Rassegna storica del Risorgimento

DUE SICILIE (REGNO DELLE)
anno <1935>   pagina <273>
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L Italia in Eritrea: ieri e oggi 273
essere ripetutamente sfuggito, secondo i consigli di prudenza di Menelik, di fronte alle truppe del Baldissera, acconsentì a restituire i prigionieri che aveva, e a permettere che nostri reparti si recassero sul campo di battaglia di Adua a ricono­scere e seppellire i nostri caduti nella battaglia del 1 marzo.
Ma mentre tutto faceva fondatamente sperare in una riscossa, giunse al Baldissera l'ordine del governo di abban­donare Adigrat e rientrare nei confini della colonia!
Quando un esercito riordinato, forte, sicuro di se, ben comandato, accampava vittoriosamente nel Tigre, i cui capi sfuggivano terrorizzati ancora dalle perdite avute ad Adua e attoniti al ricordo del valore italiano, il governo imponeva a questo esercito di ritirarsi e di rinunciare alla rivincita! Quando avevamo il mezzo purché se ne avesse la volontà di imporre una pace onorevole con le armi, si preferiva invece di trattarla e comprare la restituzione dei prigionieri, pagando un indennizzo per il loro mantenimento! A tanto si era abbassata l'Italia! Si arrivò financo in Parlamento a chiedere il totale abbandono della Colonia! La Camera con 169 voti sfavorevoli contro 24 favorevoli e 6 astensioni, respinse la proposta, presentata dall'on. Imbriani di abbandono della Eritrea; ma per liberarci dalle preoccupazioni che ci dava Cassala, ritenuta troppo distante da Massaua e forse per dare qualche soddisfazione agli antiafricanisti, ne trattammo la cessione all'Inghilterra; ciò che si effettuò dopo la stipula­zione del trattato di pace fra V Italia e l'Etiopia.
Nell'ora grigia caddero nel vuoto le nobili parole che Gio­suè Carducci aveva pronunciato il 1 marzo 1896.
Del recare la bandiera della Patria nella regione natural­mente e storicamente più difficile dell'Africa non fu concorde il parere degli italiani; chi ha l'onore di parlarvi dissentì a suo tempo altamente. Fin dove ancora spingere o dove fer­mare essa bandiera, non si ha da discutere quando si ha da combattere. Perocché, che la bandiera della Patria non