Rassegna storica del Risorgimento
DUE SICILIE (REGNO DELLE)
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1935
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Anacleto Bronzuoli
debbasi dopo 10 anni di prova abbassare e ritirare dinanzi al nemico, di questo siamo d'accordo tutti; non è vero, italiani?
Così i morti di Amba Alagi, di Macallè, di Adua rimasero senza vendetta. Il Paese, come ha recentemente scritto il generale Zoppi, non era maturo per trarre da quelle lezioni frutti immediati; e a quel governo di deboli e a quel Parlamento il Baldissera stesso negò per primo ogni fiducia riguardo all' ingaggiare una lotta di rivincita. E col trattato di Addis Abeba concludemmo la pace.
Con questo trattato cessava la guerra fra i due stati* restava abolito il trattato di Uccialli e riconosciuta V indipendenza dell'impero etiopico il cui potere centrale rimaneva nelle mani degli scioani e di quel loro re Menelik, che solo col nostro aiuto era riuscito a diventare imperatore e ci aveva ripagato con l'ingratitudine e il tradimento; e ci veniva riconosciuto provvisoriamente quello che più tardi rimase il definitivo confine della Colonia, cioè la linea MarebBelesa-Muna.
La pace di Addis Abeba, accolta da tutti, in Italia, con grande soddisfazione, fu in realtà un errore politico. Per essa l'Abissinia diventava, ed era riconosciuta, come una potenza indipendente nel cuore dell'Africa, mentre all' Italia rimaneva un ristretto territorio, sul quale l'esercizio della sovranità non poteva non risentire dell'ultima battaglia perduta. E nell'errore perseverammo dopo, mostrandoci sempre fauton delle relazioni di buon vicinato con l'Etiopia e rifuggendo da ogni impresa militare, nulla apprendendo di quanto praticavano le altre nazioni per i superiori diritti della civiltà e del progresso e per mantenere inalterato il prestigio delle anni in territori nei quali non è riconosciuta altra legge che quella della forza.
Le conseguenze della pace di Addis Abeba furono forse più gravi di quelle della stessa battaglia di Adua. L'Etiopia riprese interamente la sua libertà d'azione; e l'Italia, che fra tutte le potenze era quella che aveva laggiù sopportato i