Rassegna storica del Risorgimento
GRIFEO MIGLIACCIO DI FLORIDA LUCIA
anno
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1935
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pagina
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277
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FONTI E DOCUMENTI
LETTERE INEDITE DELLA DUCHESSA DI FLORIDIA
Lucìa Migliaccio, figlia di Vincenzo, duca di Moridia, e vedova di Benedetto Grifeo, principe di Paxtanna, J) fu moglie morganatica di Ferdinando IV (poi I), re delle Due Sicilie, il quale, già da tempo innamorato di lei, la sposò, in Palermo, il 27 novembre 1814, cioè ottanta giorni dopo la morte della regina Maria Carolina.
Statura piuttosto piccola, ma forme snelle e leggiadre, bruna di colorito e di capelli, aveva il viso attraente, gli occhi neri e vivissimi, e anche in età matura si mantenne fresca e seducente. Di limitata intelligenza e cultura, fu però d'animo assai mite e gentile. 2) Contava quarantaquattro anni, 3) mentre il Re ne contava sessantatre, quando si sposarono; e l'una e l'altro parvero finalmente felici del loro destino.
Il Re si mostrò affettuoso, tenero e generoso, e con danaro, gioielli ed altri doni, fra i quali, in Napoli, una magnifica villa, la Fiori-diana, che anche oggi serba quel nome, espresse visibilmente il suo amore.4) Ella gli tenne fedele compagnia e con la piena dedizione ricambiò l'amore del Re.
In due volumi, Lettere di Ferdinando IV alla Duchessa di Floridia e Ferdinando IV e il suo ultimo amore, Salvatore di Giacomo pubblicò, circa tre lustri or sono, sui due personaggi, pagine interessanti di storia, nelle quali trasfuse la sua anima di poeta. 5) Dal Di Giacomo tolgo il seguente giudizio.
Scomparsa M. Carolina quella che le succedea nei più posati affetti del Re non doveva assolvere che il compito di lasciarglieli assaporare ancor più coi suoi pieghevoli atteggiamenti, con la sua quasi lieta serenità, con l'esercizio semplice e piacevole d'una bontà le cui
Ebbe da lui nove figli. Cfr. S. Di GIACOMO, Lettere di Ferdinando IV alla Duchessa di Floridia, Palermo, Sandron, pp. V - XII.
2) Da notizie fornite dal marchese G. de Montemayor a Salvatore di Giacomo. Cfir. Di GIACOMO, Lettere di Ferdinando* ecc., loc. cit.
3) Nata in Siracusa il 18 gennaio 1770. t
4) È pure da ricordare U palazzo che il Re acquistò dal Duca Coscia, m Piazza dei Martiri, in Napoli, e donò alla sua consorte. Tuttora serba, in pietra, sull'ingresso, lo stemma dei Migliaccio, d'azzurro alla pianta di miglio d'oro, lo stesso che appare generalmente nei suggelli, in ceralacca rossa, delle lettere della Duchessa e particolarmente è visibile nella lettera del 14 luglio 1823.
5) Fanno parte della Collezione settecentesca.